Un viaggio in Tanzania e Zanzibar è il combinato perfetto per chi vuole scoprire i parchi nazionali safari della Tanzania continentale e abbinarci qualche giorno nelle spiagge meravigliose di Zanzibar.
La prima volta che sono andata in Tanzania, nel 2015, ho viaggiato il Paese per 3 mesi. L’ho viaggiato letteralmente in lungo ed in largo.
Sono arrivata fino a Lago Nyasa al confine con il Malawi. Ho fatto dei safari, ho soggiornato in diverse isole e ne ho anche scoperto la costa, da quella dell’estremo sud, di Mtwara, al confine con il Mozambico, fino a quella di Pangani al nord.
Dopo tutto questo girovagare, sono tornata con una convinzione: un primo viaggio in Tanzania, a prescindere dal tempo a disposizione, dovrebbe abbinare il safari (o il trekking) al mare – Zanzibar non è l’unica scelta possibile anche se è la più pratica e semplice.
Questo è l‘equilibrio perfetto tra avventura e relax, un abbinamento che permette di vivere l’avventura senza tornare a casa esausti.
Dal 2015 torno in Tanzania con frequenza. Costruisco safari nel circuito nord da piu di 10 anni e ogni giorno rispondo a decine di email che, ovviamente, esternano numerosi dubbi.
Questa guida nasce per condividere quello che io penso sia importante sapere prima di scegliere la Tanzania come destinazione di viaggio ma nasce anche grazie alle tante domande che ricevo giornalmente e che meritano risposte chiare e consigli onesti e genuini.
Se state pianificando il vostro primo viaggio in Tanzania o state cercando il modo migliore per abbinare safari e mare, questa guida è per voi.
La parte noiosa: visti, assicurazione di viaggio, burocrazia varia
Questa è la parte noiosa (burocratica) del post ma scorriamo velocemente. Se avete già prenotato il vostro viaggio ricordate queste semplici cose
Visto per la Tanzania
Attualmente è ancora possibile ottenere il visto all’ingresso, ma a meno che la partenza non sia in last minute consiglio di richiederlo in anticipo sul sito ufficiale del Governo Tanzania: https://visa.immigration.go.tz/ . Costa $50 (adulti e bambini). Quando si deve caricare la foto attenzione al formato richiesto (jpg o jpeg) e caricatela nel formato indicato o potrebbe dare errore.
Il form è in inglese. Se la lingua è una barriera è possibile ottenerlo tramite il Consolato Onorario a Milano ma in questo modo invece di $50 vi costa €79 ($42 in più rispetto il costo del visto tramite sito, conversione al cambio di oggi). Usate l’estensione translate di Google chrome e applicate dal sito ufficiale. Usate questi soldi per altro.
Il visto turistico permette di rimanere nel Paese fino a 90 giorni.
Assicurazione sanitaria Tanzania
Da Maggio 2023 è diventato obbligatorio stipulare un’assicurazione medica di viaggio prima di entrare nel Paese. La consiglierei comunque perchè viaggiare senza è un rischio, i costi variano a seconda della durata del viaggio, per delle stime potete chiedere un preventivo a HeyMondo (tramite questo link ricevte un sconto), AXA, Allianz.
Consiglio anche di stipulare un’assicurazione che copra per eventuale cancellazione. Non avete idea di quante persone ogni anno devono cancellare il viaggio per motivi di salute (suoi o familiari).
Si spera sempre che non ne abbiate bisogno ma se dovesse accadere, almeno siete coperti.
RIcordate che le assicurazioni vanne stipulate entro qualche giorno dal pagamento viaggio. Questo nel caso in cui si compri per esempio un safati o un pacchetto completo.
Assicurazione sanitaria Zanzibar
Dal 1 Ottobre 2024 Zanzibar ha introdotto l’obbligo di una assicurazione sanitaria da acquistare su sito ufficiale (https://inbound.visitzanzibar.go.tz/) al costo di $44.
Questa assicurazione non copre per la Tanzania ed è obbligatoria, senza non vi faranno imbarcare, ma in aeroporto in Tanzania ci sono i banchetti per comprarla se non si è fatto prima. Per approfondire consiglio la lettura del post specifico sull’assicurazione obbligatoria a Zanzibar.
Un consiglio. Non è molto chiaro quanto realmente questa assicurazione Zanzibarina copra in caso di bisogno. Ho sentito di persone che hanno avuto bisogno di copertura per motivi di salute e i centri medici non hanno accettato quella locale (ma accettavano quelle straniere). Il mio consiglio è di acquistare la polizza assicurativa personale per l’intero viaggio e viaggiare con maggiore tranquillità e copertura.
Passaporto e bambini in viaggio
Per entrare in Tanzania è obbligatorio avere un passaporto con validità di almeno 6 mesi dal momento di ingresso. Se un genitole solo viaggia con bambino (fino a 14 anni) sarà necessaria avere la Dichiarazione di accompagnamento o verrà negato l’imbarco. Dal 2025 la richiesta si può fare anche online sul sito ufficiale della Polizia di Stato.
Pagamenti e carte di credito
La Tanzania è prevalentemente un Paese dove i pagamenti si fanno in contanti. L’utilizzo delle carte di credito è raro e chi le accetta nella maggior parte dei casi applica delle commissioni fino al 5% sul totale della transazione.
È consigliato avere sempre del contante con sè. I dollari sono preferiti ma ricordate che vengono accettate solo banconote emesse dopo il 2010. Si accettano anche euro ma il cambio potrebbe non essere sempre favorevole, e a livello informale può capirare che cambino 1:1 con il dollaro.
Consiglio di avere anche scellini tanzani per le piccole spese. I bancomat permettono di prelevare un massimo di 300.000 scellini a prelievo (circa €100) e la maggior parte applica commissioni molto alte (fino a €7 per prelievo).
Consiglio di dotarsi di carte gratuite ricaricabili come Revolut o N26 che hanno ottimi tassi di prelievo. In molti casi la soluzione miglior è avere contante da cambiare in loco.

Miglior periodo per un viaggio safari in Tanzania e Zanzibar
Capire quando andare in Tanzania è fondamentale per costruire un viaggio che combini al meglio safari e mare, perché stagioni, piogge e condizioni climatiche influenzano in modo diverso le aree della Tanzania e di Zanzibar.
Il periodo considerato migliore è generalmente la stagione secca (giugno–ottobre).
Sono i mesi ideali per il safari nel nord (Serengeti, Ngorongoro), grazie alla grande concentrazione di fauna, e al clima stabile anche a Zanzibar.
Un altro periodo ottimo per fare safari e andare a Zanzibar è Gennaio–Marzo, mesi secchi – tra le due stagioni delle piogge – ma più caldi (ed umidi) rispetto quelli invernali.
Nel sud Serengeti e a Ndutu si assiste alla stagione delle nascite, il secondo momento più importante della corsa della Grande migrazione.
A Zanzibar fa caldo ma il clima è molto piacevole. Le temperature cominciano ad aumentare intorno a Marzo.
Il safari nel sud (Nyerere e Ruaha) ha invece una stagionalità più marcata ed il periodo migliore va da Giugno e Novembre, mentre è generalmente sconsigliato tra aprile e maggio per via delle piogge intense che possono rendere alcune strade impraticabili e molte strutture chiudono.
L’abbinamento sud + Zanzibar funziona soprattutto nella stessa finestra dei mesi secchi
Nota sul vento a Zanzibar
Tra giugno e ottobre soffia il Kusi, vento da sud-est costante e talvolta sostenuto (circa 15–25 nodi), che rende questo periodo ideale per sport come il kitesurf ma può portare giornate molto ventilate e mare più mosso, soprattutto sulla costa est mentre si è più riparati sulla costa nord-ovest (Kendwa e Nunwi).
Tra dicembre e marzo, invece, il vento Kaskazi è generalmente più leggero e caldo, con condizioni più tranquille. Rendendo quindi l’abbinamento safari + mare perfetto nei nostri mesi invernali.
Quando andare ad isola Mafia e Pemba
Per chi valuta alternative a Zanzibar, isola Mafia segue una stagionalità simile ma è ancora più tranquilla e indicata soprattutto tra Giugno e Febbraio con picco tra Ottobre e Febbraio quando nelle sue acque è generalmente di passaggio lo squalo balena.
Pemba, più verde e meno turistica di Zanzibar, è più soggetta a piogge e variabilità climatica, risultando leggermente meno prevedibile durante tutto l’anno, inclusa la stagione secca. I mesi storicamente meno piovosi sono Gennaio e Febbraio.

Prima il safari o prima Zanzibar?
La regola generale è prima il safari e poi il mare. Il safari è fisicamente impegnativo — ci si sveglia presto, si passa la giornata in jeep, si mangia polvere — e finire con qualche giorno di spiaggia è il modo migliore per tornare a casa riposati.
Chi vola direttamente su Zanzibar e ha in piano di fare un safari ha un vantaggio utile e pratico: può fermarsi un giorno o due a Stone Town all’arrivo, visitarla con calma, e poi volare ad Arusha per il safari.
In questo modo Stone Town è già fatta prima di partire per i parchi, e gli ultimi giorni del viaggio — quelli del mare — sono davvero puro relax, senza dover incastrare visite culturali quando si vorrebbe solo stare in spiaggia.
Zanzibar non è la Tanzania
Sono due destinazioni totalmente diverse che si completano, ma non si intercambiano. Limitare la Tanzania a Zanzibar è un errore che potrebbe farvi tornare a casa con un’idea sbagliata del Paese. Per approfondire, consiglio la lettura del post sulle differenze tra Tanzania e Zanzibar.
Come raggiungere la Tanzania e Zanzibar – Su quale aeroporto conviene volare?
Dal 2026 Neos opera voli diretti da Milano Malpensa su entrambe le destinazioni principali:
- Milano → Kilimanjaro: ogni martedì, dal 14 luglio al 20 ottobre 2026
- Milano → Zanzibar: martedì e sabato, con il mercoledì aggiunto nel mese di agosto
Circa 7 ore di volo senza scalo — un’opzione concreta per chi viaggia in alta stagione e vuole evitare lo scalo.
Per chi vola in altri periodi o con altre compagnie, non esistono voli diretti dall’Italia per la Tanzania e si fa sempre almeno uno scalo. Le compagnie più usate sono Ethiopian Airlines (scalo ad Addis Abeba), Kenya Airways (scalo a Nairobi), Qatar Airways e Turkish Airlines. I tempi di viaggio variano dalle 10 alle 14 ore totali a seconda della compagnia e dello scalo.
Su quale aeroporto atterrare
La scelta dipende da come si costruisce il viaggio. Gli aeroporti di riferimento sono tre:
Kilimanjaro International Airport (JRO) — l’aeroporto principale per il safari nel nord, situato tra Arusha e Moshi, a circa 45 minuti da Arusha. Il punto di arrivo più comodo per chi parte subito per il circuito nord.
Zanzibar Airport (ZNZ) — per chi vola direttamente sull’isola. Ha senso se si vuole iniziare da Stone Town prima del safari, oppure per chi preferisce volare andata e ritorno su Zanzibar aggiungendo voli interni per il safari.
Dar Es Salaam (DAR) — il riferimento per chi fa il safari nel sud, al Nyerere o al Ruaha. Da Dar si raggiunge Zanzibar in traghetto in circa due ore — molto più economico del volo interno.
I voli interni
Per spostarsi tra Zanzibar e Arusha o Kilimanjaro si prendono voli interni con compagnie locali come Precision Air, Coastal Aviation o As Salaam. La tratta dura circa un’ora e i prezzi variano indicativamente tra gli €80 e i €130 a tratta. Vanno prenotati con anticipo, soprattutto in alta stagione.

Viaggio in Tanzania e Zanzibar – Solo safari?
La Tanzania è un Paese enorme ma dopo averla viaggiate per 3 mesi mi sono resa conto che per chi ci viene la prima volta l’abbinamento safari + mare sia quello che funziona meglio.
Sia perchè il Paese ed i suoi parchi nazionali offre realmente alcuni dei safari più belli d’Africa.
Sia perchè, insieme, riassumono l’essenza di questa terra dove terra e polvere in 1 ora di aereo o 1 e mezza di traghetto, diventano improvvissamente sabbia bianca e mare azzurrissimo.
La Tanzania è natura, non città e musei
Alcune persone che stanno pensando alla Tanzania come meta di viaggio chiedono di poter visitare le città. In Tanzania, ma potrei dire in buona parte d’Africa, ed esclusione dell’Etiopia, le città non sono particolarmente interessanti.
Il mio consiglio è di saltarle, tranne quando necessarie come base di partenza per il safari, ad esclusione di Stone Town che invece merita almeno 1 giorno.
Tuttavia, sebbene pensi che la combo safari + mare sia l’abbinamento perfetto per chi la visita una prima volta, non è neanche l’unico possibile.
Mantenendo le isole come seconda parte, queste sono tutte le alternative di viaggio per scoprire qualche lato, magari isolito, della Tanzania
Safari nel nord o sud della Tanzania
Questa è la mia prima scelta.
La Tanzania è il Paese che consiglio a chi vuole fare il primo safari. Non solo perchè i suoi parchi sono tra i più ricchi di fauna nel continente ma, soprattutto, perchè il circuito nord segue un flusso naturale che va in crescendo limitando le ore di guida su strada.
Si comincia con il Tarangire fino ad arrivare nel Serengeti che rappresenta la savana che tutti hanno in mente passando di parco in parco in maniera molto fluida.
La Tanzania permette anche di andare oltre i circuiti safari classici.
Si possono pensare safari classici di 4/6 giorni come di 10 o 12 – per avere alcune idee di itinerario consiglio di leggere la guida tour safari in Tanzania e idee di itinerario – toccando parchi meno conosciuti come Mkomazi, con il suo santuario dei rinoceronti, o integrando attività culturali e naturalistiche, Lago Natron o villaggi come Mto Wa Mbu, Karatu o Materuni.
Nella nord del Paese si concentrano infatti parchi, villaggi etnici e tanzani, coffee farm e cascate, lasciando ampio margine per elaborare circuti di viaggio con attività che permettono di fare qualcosa fuori dalla macchina.
I parchi del sud sono i meno frequentati, i più selvaggi e possono essere contemporaneamente i più semplici ed econonomici come i più complicati e costosi a causa dei pochi alloggi e, a volte, la necessità di prendere dei voli interni.
Si può optare per un circuito semplice di 3 o 4 giorni al Nyerere (ex Selous) con partenza e ritorno da Dar, come per circuiti più lunghi di 5 giorni includendo Mikumi e 8 o più raggiungendo anche il Ruaha.
Le soluzioni safari sono numerose.
Per un primo safari il nord è sempre la scelta migliore perchè offre avvistamenti più semplici, animali in abbondanza ed ottima offerta e varietà di allogi. Chi cerca un safari più intimo e meno affollato potrebbe trovare il sud la scelta giusta.
Per tutto quello che riguarda l’organizzazione del safari — parchi, alloggi, costi e durata — ho scritto delle guide complete che rispondono a tutte le domande più frequenti.
Guida completa per organizzare un safari in Tanzania
Quanto costa un safari in Tanzania
Dove di dorme durante un safari in Tanzania
Idee di safari in Tanzania dai 3 ai 10 giorni – Circuiti e costi aggiornati

Trekking sul Kilimanjaro o Monte Meru
La Tanzania non è famosa solo per i safari. Al nord del Paese, relativamente vicini tra loro, si trovano due dei trekking più iconici d’Africa: il Kilimanjaro e il Monte Meru.
Due montagne molto diverse per altezza, impegno e atmosfera, ma entrambe raggiungibili dalla stessa base di partenza — Arusha o Moshi — e abbinabili a un safari nel circuito nord prima o dopo o direttamente al mare.
Il Kilimanjaro, con i 5.895 metri, è chiamato il tetto d’Africa, è la vetta più alta del continente e uno dei trekking più famosi al mondo.
Non serve essere alpinisti esperti per salirlo: è un trekking non tecnico, ma impegnativo, che richiede preparazione fisica e giorni sufficienti per l’acclimatamento.
I circuiti sono numerosi e durano in genere dai 6 agli 8 giorni a seconda del percorso scelto.
Chi vuole assaggiare la montagna senza l’impegno di una salita completa, è possibile fare 1 giorno di trekking seguendo la prima tappa di uno dei circuiti lunghi — ma è comunque una giornata faticosa, da non sottovalutare.
Vedere il Kilimanjaro
Al Kilimanjaro non si fanno game drive. Il Parco Nazionale Kilimanjaro è dedicato esclusivamente al trekking. Molte persone vedono la celebre foto dell’elefante con il Kilimanjaro sullo sfondo e pensano che sia scattata in Tanzania, ma quell’immagine viene dal Parco Nazionale di Amboseli, in Kenya.
Se non avete intenzione di fare trekking, non ha senso “andare a vedere il Kilimanjaro”. La vetta durante il giorno è spesso coperta dalle nubi, e se siete fortunati la vedrete già dall’aereo atterrando, visto che l’aeroporto internazionale si trova proprio ai suoi piedi.
Il Monte Meru è invece la scelta di chi vuole fare trekking d’alta quota lontano dalle folle. Con i suoi 4.566 metri è la seconda vetta della Tanzania, e si sale in 3-4 giorni attraverso il Parco Nazionale di Arusha.
Rispetto al Kilimanjaro è più breve, costa circa la metà e riceve una frazione dei visitatori. Un’alternativa molto più silenziosa e intima. La particolarità che lo rende unico è che il trekking attraversa un parco faunistico: bufali, giraffe ed elefanti si incontrano già dal primo giorno, e per questo motivo un ranger armato accompagna obbligatoriamente ogni gruppo.
La cresta finale verso la vetta è esposta e richiede passo sicuro, non è una passeggiata, ma non serve esperienza alpinistica.
È la scelta preferita dai trekker esperti e da chi pianifica il Kilimanjaro come acclimatamento prima della salita principale.
Homestay con i Maasai
I Maasai sono probabilmente il gruppo etnico più popolare nel mondo. Alti e snelli, sono famosi per i loro salti, i canti, le danze e gli ornamenti intricati fatti con le perline.
Anche senza visitare un villaggio Maasai sarà facile vederli dovunque. Ma chi vuole capirne qualcosa di più ed andare oltre la toccata e fuga, può scegliere tra 3 differenti soluzioni, ognuna con caratteristiche diverse.
- Visita a un Maasai Boma a Ngorongoro – Questa è la più semplice ed immediata. Si può visitare il villaggio prima di lasciare l’area di conservazione Ngorongoro, la visita dura circa 1 ora. Delle tre è quella che lascia più delusi/perplessi perchè sono villaggi abituati a grandi numeri di turisti e alcuni clienti hanno percepito la gestione della visita frettolosa e quasi disinteressata. La consiglio? Si se si vuole vedere un villaggio da dentro ma se si potesse dedicare più tempo le altre sue opzioni sono quelle che consiglio.
- 1 notte al villaggio Maasai a Tinga – Tinga si trova tra monte Meru ed il Kilimanjaro, in un’area dove gironzolano zebre e giraffe. Qui è stato creato il progetto Maasai Olpopongi che è stato organizzato per offrire ai turisti una visione del funzionameno del villaggio Maasai con l’opportunità di dormire in una capanna leggermente riadattata per offrire un minimo comfort. Il villaggio dove si dorme è una specie di “hotel maasai”, ha un piccolo museo, piccolo ma la visita è davvero bene organizzata e divertente, e nel pacchetto è inclusa anche la passeggiata con guida maasai di qualche ora. Durante questa passeggiata può capitare di incrociare una giraffa ma soprattutto si tornerà al villaggio con tante nozioni e storie riguardo la tribù.
- Esperienza immersiva con i Maasai (Tanga)– Questa è un’esperienza totalmente senza filtri, si è nel cuore della Tanzania, nella regione di Tanga, lontano da tutto. Per questo motivo servono almeno 6 notti. Qui non ci sono musei, nè camminate organizzate come nel nord, ma si tratta di vivere con la famiglia Maasai seguendo i loro ritmi. I giorni sono sempre organizzati per non fare annoiare i turisti in visita e posso garantire che è genuina e vera.
I villaggi Maasai sono trappola per turisti?
I villaggi Maasai, come quelli della Omo valley in Etiopia o gli Himba in Namibia, hanno capito che il turismo potrebbe essere un fonte di sostentamento. Credo che non ci sia assolutamente niente di male. Pagare per visitare un villaggio significa contribuire alla sua economia.
C’è anche un’altra cosa da considerare quando si visitano questi villaggi. Per poter fare in modo che i turisti possano entrare e trovare qualcuno che li accolga, le persone che rimangono al villaggio per la giornata sono persone che hanno rinunciato ad una giornata di lavoro (chi ne campi e chi con il bestiame). Tecnicamente è vero che questi incontri sono “costruiti”, ma è un po’ come aspettare degli opsiti a casa. Devi farti trovare. Questo non vuol dire che non siano reali.
Sono una trappola per turisti? Quelli a Ngorongoro cominciano ad esserlo per i costi di ingresso che aumentano sempre di più, ma se volete un’esperienza reale le alternative ci sono, serve solo un po’ di tempo in più.

Le isole della Tanzania: Zanzibar, Pemba ed isola Mafia
Dopo il safari (o il trekking o il soggiorno al villaggio Maasai), la parte mare.
La Tanzania ha diverse isole tra cui scegliere, ma nella stragrande maggioranza dei casi la scelta ricade su Zanzibar perchè è la più facile da raggiungere, la più economica delle tre e quella con la maggiore varietà di strutture, dalla guest house economica al resort di lusso.
Dopo la spesa importante del safari, molte persone scelgono Zanzibar anche perché permette di recuperare qualcosa sul budget del mare senza rinunciare alla qualità.
Le alternative esistono e per certi tipi di viaggiatori sono la scelta migliore — ma arrivano con caratteristiche molto diverse.
Pemba è Zanzibar prima del turismo di massa. Così me l’ha descritta qualche anno fa un’amica che vive sull’arcipelago da più di quindici anni. Spiagge bianche, acque cristalline, pochissimi turisti e strutture molto più limitate rispetto a Zanzibar. È il paradiso per chi fa immersioni e per chi cerca tranquillità vera. Non aspettatevi gli stessi servizi né gli stessi prezzi di Zanzibar. Può costare di più proprio perché le strutture sono poche.
Isola Mafia fino a 10 anni fa, quando sono andata la prima volta, era una meta popolare prevalentemente tra i sub. Oggi, grazie anche a tantisime attività per chi fa solo snorkeling, è scelta da chi vuole stare lontano da tutto e cerca un ambiente più intimo. È famosa per il passaggio dello squalo balena tra ottobre e febbraio e per il suo parco marino.
Logisticamente è più complicata da raggiungere — un solo volo al giorno da Dar Es Salaam, da prenotare con ampio anticipo — e i prezzi sono mediamente più alti di Zanzibar.

Zanzibar — spiagge, maree e come orientarsi
Zanzibar è più grande di quanto sembri sulla mappa e ha pochissime strade. Per passare da una spiaggia all’altra bisogna quasi sempre passare da Stone Town, il che significa mediamente due ore di trasferimento e circa €70 di taxi a tratta.
Non è un’isola su cui ci si muove agilmente. La prima cosa da fare è scegliere bene dove alloggiare, perché cambiare spiaggia durante il soggiorno ha senso solo se si hanno almeno 6/7 giorni.
Le maree e quella strana nuova ossessione per cui si vogliono evitare
Negli ultimi tre anni la questione maree è diventata un’ossessione per quasi tutte le persone che mi scrivono, alla stessa stregua della Grande Migrazione al Serengeti.
Il risultato è che tutti vogliono andare sulla costa nord-ovest — Nungwi e Kendwa — perché lì non ci sono.
Assenza di maree però vuole anche dire che quella zona è costantemente piena di barche, moto d’acqua e turisti, proprio perché il mare è sempre balneabile, cercando di schivare tutte le imbarcazioni a motore.
Le maree fanno parte di Zanzibar.
Alcune delle foto più belle che ho dall’isola e dei ricordi più vividi li ho proprio nelle spiagge dove le maree sono forti ed evidenti.
Grandi lingue di sabbia che emergono e scompaiono durante la giornata, che cambiano forma giornalmente, il rumore improvviso delle onde quando la marea sale nel mezzo della notte.
Ogni giorno è diverso pur soggiornando nella stessa spiaggia. Non scarterei la costa est e anzi invito ad almeno provare a starci un paio di giorni, per vedere come la sensazione sia totalmente diversa rispetto la costa nord.
Le migliori spiagge dove alloggiare a Zanzibar
Costa nord (Nungwi e Kendwa) — Nungwi e Kendwa sono le zone meno influenzate dalle maree, il che le rende le più popolari — e le più turistiche. Mare sempre balneabile, tanta scelta di strutture, ristoranti, attività. Da Nungwi si arriva a Kendwa a piedi lungo la spiaggia.
È la zona giusta per chi vuole animazione e non vuole pensare alle maree. Il lato est di Nungwi è affetto dalle maree e proprio per questo si svuota di turisti, creando una situazione paradossale: una delle spiagge più belle e tranquille dell’isola a pochi passi dalla zona più affollata.
Strutture che consiglio
Nungwi: Z Zanzibar e Sandis Baobab Beach sul lato ovest. Sul lato est, affetto dalle maree, The Zanzibari e Nungwi Dreams. Kendwa: Zuri Zanzibar (molto bello ed esclusivo), Gold Zanzibar Beach e Natural Kendwa.
Costa nord-est Matemwe
Matemwe si trova sulla costa nord-est, lontana dall’animazione di Nungwi e dal turismo più di massa. È una zona raccolta, con strutture prevalentemente di livello alto e un’atmosfera molto più tranquilla rispetto al nord.
Il motivo principale per scegliere Matemwe è la vicinanza all’Atollo di Mnemba — un’area marina protetta dove si organizzano tour di snorkeling e immersioni. Non è il reef più spettacolare d’Africa, ma è uno dei tour più popolari dell’isola e vale la visita.
Strutture che consiglio
Matemwe Retreat (solo quattro ville private con piscina, molto esclusivo), Zawadi Hotel (su una scogliera con vista oceano, livello alto), Matemwe Lodge (più accessibile, atmosfera rilassata)..
Costa est e sud-est — Pingwe, Jambiani, Kizimkazi
Questa è la zona che preferisco. Pingwe in particolare è il mio posto preferito sull’isola: c’è il famoso ristorante The Rock, sul lato ovest della piccola penisola si vede il tramonto e si trova il Kae Funk, uno dei locali più belli di Zanzibar. Le maree qui sono importanti — con la bassa marea si creano lunghe lingue di sabbia su cui camminare, e il paesaggio cambia completamente da un giorno all’altro.
Jambiani è cambiata molto negli ultimi anni ma mantiene ancora il fascino del villaggio di pescatori. Maree importanti, prezzi più contenuti rispetto al nord.
Kizimkazi è al sud, poco turistica, quasi non la conosce nessuno, è ideale per chi vuole stare davvero lontano dai luoghi più turistici.
Strutture che consiglio
A Pingwe: Baladin Zanzibar, Jua Retreat, Mnana Beach Bungalows.
A Jambiani: Mwezi Boutique Hotel, Bahari Bungalows, Spice Island, Aurora Boutique Hotel
A Kizimkazi: Kameleon Blue e Mama Root

Quanti giorni rimanere a Zanzibar
Quattro o cinque giorni sono il minimo per godersi l’isola senza fretta. Con sette o più giorni ha senso cambiare spiaggia — ma ricorda che spostarsi non è immediato: ogni trasferimento passa per Stone Town,richiede anche 2 ore e costa circa €70 di taxi a tratta, quindi non è qualcosa da fare in giornata o ogni giorno.
Se hai 6-7 giorni, un itinerario che funziona bene è: 1 notte a Stone Town all’arrivo per visitarla con calma, poi 2-3 notti al nord (Nungwi o Kendwa) e 2-3 notti a Pingwe o Jambiani sulla costa est. Così vedi due facce diverse dell’isola senza stare sempre in movimento.
Stone Town merita almeno una notte. Visitala di giorno per i vicoli, i mercati e l’architettura swahili-araba, ma fermati anche la sera, c’è il mercato notturno del cibo sul lungomare, uno dei più belli dell’isola. Il giorno dopo puoi organizzare un tour delle spezie e prevedere nel pomeriggio il transfer per la spiaggia.
Se hai meno di 5 giorni, scegli una zona sola e rimanici. Vale più qualche giorno in un posto che correre da una spiaggia all’altra senza mai fermarsi davvero.

Tour consigliati (e sconsigliati) a Zanzibar
Oltre al dove alloggiare a Zanzibar, l’altra cosa che mi viene chiesta spesso è che tour o attività considerare. Su questo aspetto voglio essere molto onesta.
La maggior parte dei tour che probabilmente avete già sentito menzionare — safari blu, tour dei delfini, Prison Island e Nakupenda — secondo me sono sopravvalutati e sempre troppo affollati.
Capisco chi pensa che Zanzibar sia un’isola troppo turistica se le visite si limitano a queste. Questo non vuol dire che non ci siano alternative.
Soggiornando a Pingwe o Jambiani, anche sul lato tour le cose cambiano. Ci sono tante attività belle, per niente o poco turistiche, che offrono un viaggio a Zanzibar differente. Bisogna solo accettare le maree come compromesso — che ripeto, secondo me, non sono il dramma che molti raccontano. Anzi.
I tour popolari che non consiglio
Parto dai tour più famosi ma, secondo me, anche più critici e che, sostanzialmente, non consiglio (con una riserva).
Tour dei delfini a Kizimkazi
È uno dei tour più venduti a Zanzibar e uno dei più problematici. Partenza all’alba, un’ora e mezza di trasferimento dal nord dell’isola. Una volta in mare, vi trovate circondati da decine di altre barche — in bassa stagione dalla spiaggia partono 20-30 imbarcazioni al giorno, in alta stagione si arriva fino a 150. Tutte insieme, all’inseguimento degli stessi delfini.
Da chi c’è stato mi è stato riferito che i delfini vengono braccati, accerchiati, costretti a fuggire. Sono animali meravigliosi e vederli è sempre molto emozionante, ma onestamente ho i miei dubbi su questo tour. Non l’ho fatto, ma mi sono bastati i commenti dei clienti per scegliere di non parteciparvi e di non proporlo.
Prison Island e Nakupenda
Prison Island prende il nome da una prigione che non è mai stata usata come tale — la struttura originale oggi è un hotel privato. Quello che attira i turisti sono le tartarughe giganti delle Seychelles, portate qui dal Sultano nell’Ottocento. Le potete toccare, fotografare, dare loro da mangiare.
Ed è esattamente questo il problema: centinaia di turisti al giorno, nessuna regola chiara, animali disturbati per accontentare chi vuole la foto.
Dopo Prison Island il tour prosegue verso Nakupenda, una lingua di sabbia che emerge solo con la bassa marea. Se arrivate nell’orario sbagliato, non la trovate. Se arrivate nell’orario giusto, la condividete con decine di altre barche e centinaia di persone. Non proprio la sensazione di privacy ed esclusività che potreste cercare in una lingua di sabbia a Zanzibar..
Safari Blu e Mnemba
Il problema rimane sempre lo stesso: il numero di barche e quindi di persone. In alta stagione ci sono centinaia di persone contemporaneamente negli stessi posti.
Lo snorkeling durante il Safari Blu non è eccezionale. Mnemba è leggermente migliore, ma il problema è di Zanzibar in generale: se siete abituati a snorkeling o diving in posti come Indonesia, Galapagos, Mar Rosso o Maldive, quello a Zanzibar vi sembrerà molto deludente.
Tra questi tour, l’unico che consiglierei — con riserva — è Mnemba, perché la navigazione è comunque bella. Ma ci sono alternative che secondo me rendono il viaggio a Zanzibar molto più autentico e decisamente meno affollato.
Il tour popolare che invece consiglio
Tour delle spezie in bici
Questo è l’unico tour molto popolare tra i turisti che consiglio vivamente. Zanzibar è conosciuta anche come l’isola delle spezie, per via della produzione di chiodi di garofano, noce moscata, pepe, cannella e vaniglia.
Il tour comincia a Stone Town. Si pedala per un paio di chilometri fino a raggiungere la fattoria a Kizimbani. Durante il tour si prova frutta tropicale coltivata dalla famiglia, si imparano proprietà e origini delle spezie, il loro utilizzo in cucina, in medicina e nell’uso quotidiano. Include il pranzo in fattoria.

I tour meno popolari che consiglio
Spostandosi sulla costa est, dove le strutture ci sono ma diminuiscono, la vita rallenta, i villaggi sono più tranquilli, e anche l’offerta tour cambia di pari passo.
Ho trovato Pingwe, in particolare, molto bene organizzata. Essendo una spiaggia relativamente piccola con poche strutture, anche i tour che si fanno non saranno mai con altre centinaia di barche. Tra i numerosi proposti, questi sono i miei preferiti.
Sand Bank, stelle marine Snorkeling alla Blue Lagoon (Michamvi)
Una delle mie escursioni preferite. Si parte quando le maree lo permettono, salpando verso una laguna dalle acque cristalline a pochi minuti dalla costa di Michamvi.
La prima tappa è un piccolo paradiso sommerso dove vivono migliaia di stelle marine, tra cui la spettacolare stella marina rossa africana. L’acqua è bassa, perfetta per fare snorkeling in tranquillità. Ci sono anche tanti ricci quindi nuotate con pinne o con scarpe da scoglio.
Si prosegue verso una lingua di sabbia che emerge lentamente con la bassa marea: un banco di sabbia perfetto per rilassarsi, nuotare o semplicemente godersi il silenzio dell’oceano. Ultima tappa, snorkeling sulla barriera corallina, tra pesci tropicali, murene e gigantesche conchiglie.
Picnic a Mtende Beach
Mtende è uno degli angoli più selvaggi e scenografici dell’isola. Dopo un viaggio panoramico tra villaggi e natura, si arriva alla spiaggia — incastonata tra alte scogliere ricoperte di vegetazione.
Appare come un segreto custodito dalla roccia: sabbia dorata, mare turchese e pochissime persone.
Si può passeggiare, fare il bagno, o semplicemente godere di questo angolo meraviglioso. Il picnic viene organizzato direttamente sulla spiaggia, all’ombra, per godersi il pranzo con vista oceano senza fretta. È il tipo di esperienza che dà la sensazione di essere arrivati su un’isola deserta.
Village Tour in Bicicletta (Makunduchi)
Un’immersione autentica nella vita quotidiana di un villaggio zanzibarino. In sella a una bici si attraversano strade di terra rossa, piantagioni di banane e alberi di mango, entrando nel ritmo lento e genuino di Makunduchi.
Durante il percorso si visitano orti, scuole e abitazioni tradizionali in argilla, osservando da vicino come si svolge la vita locale. Si incontra la gente del posto, si scoprono antiche tecniche come la produzione del carbone, si assaggiano frutti freschi lungo il cammino. Una tappa particolare è la grotta “voodoo”, luogo carico di tradizione e spiritualità, dove gli abitanti si recano per rituali e preghiere.
SUP tra le mangrovie (Michamvi)
Un’avventura silenziosa e immersiva tra i labirinti verdi delle mangrovie. In equilibrio su una tavola da SUP, si scivola lentamente sull’acqua calma, circondati dalla natura.
Il tour si svolge con l’alta marea, quando i canali tra le mangrovie diventano navigabili. È un’esperienza quasi meditativa, perfetta per chi cerca qualcosa di diverso dal classico mare: meno rumore, più connessione con la natura.
Chumbe Island (riserva privata) – Da prenotare in anticipo
Chumbe è un’isola privata a 12 km a sud-ovest di Stone Town, protetta dagli anni ’90 come parco marino. La gestione è rigorosissima: pochissimi visitatori al giorno, accesso su prenotazione da fare con almeno due giorni di anticipo, numero di ospiti limitato per proteggere l’ecosistema.
La barriera corallina è eccezionalmente conservata — oltre 200 specie di coralli, circa 400 specie di pesci, tartarughe e delfini di passaggio. Dopo la traversata di circa 45 minuti in barca da Mbweni Beach, si viene accompagnati in una stanza privata per la giornata, si fa una passeggiata guidata nella piccola foresta dell’isola, e poi snorkeling nella barriera. È uno dei pochi esempi di turismo davvero sostenibile a Zanzibar — e si sente.

Idee di itinerario per 10, 12, 14 giorni in Tanzania e Zanzibar
Arrivati a questo punto, viste le tantissime cose da fare in Tanzania e i numerosi circuiti da seguire, immagino che più che avere le idee chiare siate confusi.
Ho quindi pensato che potrei suggerire alcuni circuiti che ho personalmente consigliato e che si differenziano sulla base del tempo a disposizione e gli interessi.
Ovviamente, per idee alternative o differenti potete contattarmi. Mi occupo solo di safari ma conosco molto bene sia la Tanzania che le sue isole, e sono sempre felice di aiutare chi vuole abbinare qualcosa al safari.
10 giorni (5+5) — Il combinato essenziale
È il circuito base che consiglio a chi vuole un assaggio completo della Tanzania senza allungare troppo il viaggio. Cinque giorni di safari nel nord e cinque notti a Zanzibar. Poco per fare tutto, ma abbastanza per capire perché la Tanzania entra sotto la pelle.
Una cosa fondamentale: per far funzionare questo circuito è essenziale atterrare a Kilimanjaro entro le 13. All’arrivo si parte subito per Karatu — circa 4 ore di strada — per essere vicini al gate di Ngorongoro dove si entra il giorno dopo.
- Arrivo a Kilimanjaro entro le 13 — transfer per Karatu — notte a Karatu
- Game drive nel cratere di Ngorongoro — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti centrale — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti — notte a Karatu
- Transfer per l’aeroporto di Arusha (circa 4 ore) — possibilità di inserire un’attività opzionale come una visita al Tarangire o a Mto wa Mbu lungo la strada — volo per Zanzibar — notte a Stone Town
- Visita di Stone Town — Tour delle spezie — Transfer per La spiaggia scelta
- Giornata libera al mare con attività opzionali (dipendono dalla zona in cui alloggerete)
- Giornata libera al mare
- Giornata libera al mare
- Transfer per l’aeroporto di Zanzibar

10 giorni — Variante sud: Nyerere e Zanzibar
Per chi cerca parchi meno affollati, un safari più intimo e vuole contenere i costi. Il Nyerere (ex Selous) è la riserva faunistica più grande d’Africa. Meno conosciuta del nord ma con attività che al nord non si fanno, come il boat safari e il walking safari. Zanzibar si raggiunge comodamente in traghetto da Dar Es Salaam in circa due ore.
- Arrivo a Dar Es Salaam — Notte a Dar es Salaam
- Transfer per il Nyerere (circa 5 ore) — Pranzo al lodge — Boat safari nel pomeriggio
- Game drive di tutto il giorno nel Nyerere
- Walking safari + game drive per il resto della giornata
- Transfer per Dar es Salaam (traghetto delle 16 o successivo) — Notte a Stone Town
- Visita di Stone Town la mattina — Spice tour — Transfer alla spiaggia — Notte alla spiaggia scelta
- Giornata al mare
- Giornata al mare
- Giornata al mare
- Transfer aeroporto di Zanzibar

12 giorni — il circuito classico
Questo è il circuito combinato che vedo più di frequente perchè funziona effettivamente molto bene. Il safari va in crescendo, cominciando con il Tarangire e culminando con il Serengeti. I 6 giorni a Zanzibar permettono anche di spostarsi su due spiagge diverse, vivendo due atmosfere diverse dell’isola.
- Arrivo all’aeroporto di Kilimanjaro — transfer per Arusha — notte ad Arusha
- Game drive nel Parco Nazionale del Tarangire — notte a Karatu
- Game drive nel cratere di Ngorongoro — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti centrale — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti — notte nel Serengeti
- Transfer out aeroporto — volo per Zanzibar — notte a Stone Town
- Visita di Stone Town e tour delle spezie — Transfer per Nungwi o Kendwa — notte al Nord di Zanzibar
- Giornata libera in spiaggia o tour a Mnemba Island
- Transfer per Pingwe o Jambiani — giornata libera in spiaggia
- Giornata libera in spiaggia (o tour opzionali)
- Giornata libera in spiaggia (o tour opzionali)
- Transfer out aeroporto di Zanzibar

14 giorni — il classico, con ampio margine di personalizzazione
Con 14 giorni si ha la possibilità di muoversi con più respiro rispetto ai formati più brevi, e soprattutto di adattare davvero il circuito a chi si è e a cosa si vuole.
Per il safari, su questa durata la stagionalità comincia ad avere un impatto importante. Per esempio se si viaggia tra dicembre e marzo, con le mandrie della migrazione a Ndutu, si possono usare tutti e 7 i giorni in modo ottimale.
In altre stagioni si può valutare un giorno extra nel Serengeti centrale, una notte aggiuntiva nel Tarangire o altre varianti — per idee specifiche per stagione rimando alla guida sui tour safari in Tanzania.
L’itinerario che propongo qui include una tappa a Lake Eyasi — non è una delle mete più battute del circuito nord, ma è un esempio concreto di come si può arricchire il safari con qualcosa di culturale e diverso dai game drive. Chi vuole può sostituirla con un’altra attività o parco. Su 14 giorni c’è spazio per farlo senza sacrificare niente di essenziale.
- Arrivo all’aeroporto di Kilimanjaro — transfer per Arusha — notte ad Arusha
- Game drive nel Parco Nazionale del Tarangire — notte a Karatu
- Game drive nel cratere di Ngorongoro — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti centrale — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti centrale — notte nel Serengeti
- Game drive nel Serengeti — notte a Lake Eyasi
- Visita alle tribù di Lake Eyasi — transfer out aeroporto — volo del pomeriggio per Zanzibar — notte a Stone Town
- Visita di Stone Town e tour delle spezie — Transfer per Nungwi o Kendwa — notte al Nord di Zanzibar
- Giornata libera in spiaggia o tour a Mnemba Island
- Giornata libera in spiaggia
- Transfer per Pingwe, Jambiani o Kizimkazi (sud dell’isola) — Pomeriggio libero
- Giornata libera in spiaggia (o tour opzionali)
- Giornata libera in spiaggia (o tour opzionali)
- Transfer out aeroporto di Zanzibar
Variante trekking
Chi vuole fare il trekking sul Kilimanjaro invece del safari rientra perfettamente in un formato da 14 giorni. Le differenze pratiche sono minime: la base di partenza è Moshi invece di Arusha, quindi si salta la prima notte ad Arusha, e a fine trekking si vola direttamente per Zanzibar senza problemi logistici. I giorni a Zanzibar rimangono gli stessi.

Costi di una viaggio in Tanzania e Zanzibar
Le due voci di costo principali sono il safari e i voli aerei.
Per il safari, i prezzi dipendono dalla durata, dalla tipologia di alloggio e dalla stagione. Per avere un’idea concreta delle fasce di prezzo consiglio la lettura della guida dedicata ai costi del safari in Tanzania, mentre per idee di circuiti per durata puoi consultare il post tour safari in Tanzania.
Zanzibar è molto più flessibile: si trovano guest house a meno di €80 a notte ma anche resort di lusso — dipende da cosa si cerca e da quanto si è disposti a spendere. Ma in generale non la trovo una destinazione particolarmente costosa.
I voli internazionali sono l’altra variabile importante. I prezzi dall’Italia partono da circa €900-1.000 a persona in bassa stagione, ma per luglio e agosto possono arrivare a €1.600 o più.
Ho notato che i prezzi per l’estate cominciano a salire già da gennaio — per questo consiglio di prenotare i voli il prima possibile, non solo per spendere meno ma anche per avere più scelta.
Dicembre è un buon mese per prenotare voli e safari per il picco di stagione (Luglio/Agosto). Si trovano ancora buone tariffe aeree e maggiori disponibilità negli alloggi, perché anche nel circuito safari, proprio in quel periodo, le strutture migliori cominciano ad essere piene.
I voli interni tra Zanzibar e Arusha o Kilimanjaro costano indicativamente tra gli €80 ed i €130 a tratta e vanno prenotati con anticipo in alta stagione.
Per dare una idea generale facendo dei conti approssimativi per un viaggio di 14 giorni a Giugno, di cui 6 giorni safari in lodge e campi tendati base, circa $2350 per persona (approssimativamente €2000 al cambio di oggi), 8 notti a Zanzibar, ipotizzando circa €100 a notte per coppia, ed i voli di circa €1000/1200 per persona il totale indicativo sarebbe di €3600/3800 a persona escluse spese personali, escursioni e trasporti a Zanzibar, mance, visti ed assicurazione.

Viaggio in Tanzania fai da te. Possibile?
In parte sì, in parte no.
Il safari non si organizza in autonomia. In Tanzania non è possibile entrare nei parchi con un veicolo proprio e fare game drive da soli, come invece si può fare al Kruger in Sudafrica o all’Etosha in Namibia.
Serve un operatore locale con veicolo e driver, i permessi di ingresso ai parchi e le prenotazioni degli alloggi — la maggior parte delle strutture dentro i parchi tratta solo con operatori, non con i clienti finali.
Lo stesso vale per il Kilimanjaro e il Monte Meru: l’accesso autonomo non è consentito, serve una guida licenziata e i permessi TANAPA.
Zanzibar invece è completamente diversa. Lì ci si muove in autonomia senza nessun problema. Si prenota l’hotel, si prendono i taxi, si organizzano le escursioni sul posto. È un’isola turistica con tutta l’infrastruttura necessaria per viaggiare in modo indipendente.
Quindi la risposta pratica è questa:il safari e il trekking vanno organizzati con un operatore, il mare no.
Chi vuole contenere i costi può affidarsi a un operatore solo per la parte safari e gestire Zanzibar in autonomia, che è esattamente quello che fanno tutti i miei clienti.
Domande frequenti sul viaggio in Tanzania e Zanzibar
Conviene volare su Kilimanjaro o su Zanzibar?
Entrambe le soluzioni funzionano. La scelta dipende dal volo che si trova e dall’orario di arrivo. Il circuito safari si costruisce di conseguenza.
Quanto dura il volo interno tra Zanzibar e Arusha?
Circa un’ora.
Si può fare Tanzania e Zanzibar senza voli interni?
Se si fa il safari al sud sì. Si prende il traghetto da Dar Es Salaam a Zanzibar. Se il safari è al nord invece il volo interno è la soluzione più pratica, non solo per i tempi ma anche per i costi.
Un trasporto privato da Dar ad Arusha richiede un giorno intero, quindi si pagano due giorni di auto (l’auto deve fare andata e ritorno).
I più avventurosi possono prendere il traghetto per Dar e poi un bus notturno per Arusha, ma dopo una notte di viaggio sconsiglio di partire subito per il safari. Sarete esausti.
Quanti giorni di safari sono sufficienti prima di Zanzibar?
Dipende dal circuito e dai parchi che volete visitare. Dai 3 ai 10 giorni non ci sono itinerari migliori di altri in assoluto. Dipende dal tempo disponibile e da cosa si vuole vedere.
Si può fare un safari breve di 3 giorni e poi Zanzibar?
Sì, certamente. Si può scegliere tra 3 giorni nel circuito nord o 3 giorni al Nyerere nel sud.
È possibile fare Tanzania e Zanzibar in una settimana?
È un po’ stretto e compresso. Se si hanno solo pochi giorni il mio consiglio è di scegliere l’uno o l’altro. Sono due destinazioni molto diverse che non hanno niente in comune e meritano entrambe più tempo. Per capire le differenze tra le due destinazioni puoi leggere il post differenza tra Tanzania e Zanzibar.
Serve il visto per Zanzibar oltre a quello della Tanzania?
No, il visto è lo stesso. Ma per Zanzibar è obbligatorio acquistare un’assicurazione sanitaria locale al costo di $44, senza non ci si può imbarcare.
L’assicurazione per la Tanzania copre anche Zanzibar?
L’assicurazione personale stipulata nel paese di residenza copre la Tanzania in generale, quindi anche Zanzibar. L‘assicurazione locale obbligatoria di Zanzibar invece non copre per la Tanzania continentale.
Conviene pagare in euro o dollari a Zanzibar?
Meglio in dollari per avere cambi più favorevoli ma attenzione: vengono accettate solo banconote emesse dopo il 2010. Se si viaggia con euro è consigliato cambiarli ad Arusha o a Stone Town. In aree remote i cambi sono svantaggiosi e i bancomat non sono garantiti — nei villaggi sulla spiaggia non tutti li hanno, e in caso di bisogno si dovrebbe andare fino a Stone Town.
Si può pagare con carta a Zanzibar?
Non tutti gli esercizi lo permettono, chiedete in anticipo all’hotel che prenotate. Chi accetta carte applica commissioni fino al 4%. Consiglio di avere sempre abbastanza contante con sé.
Con quanto anticipo bisogna prenotare Tanzania e Zanzibar?
Se si viaggia in picco di stagione — luglio e agosto — almeno 8-9 mesi prima. Per altri mesi si consigliano almeno 3-4 mesi. La Tanzania è diventata molto popolare e anche nei mesi di bassa stagione non sono rari i fully booked nelle strutture migliori.
Il safari in Tanzania è adatto ai bambini?
Certamente sì — l’importante è costruire il circuito safari su misura dei più piccoli. Per tutto quello che c’è da sapere leggi la guida al safari in Tanzania con bambini.
Tanzania e Zanzibar è un viaggio adatto a chi non ha mai fatto un safari?
Assolutamente sì. La Tanzania è il paese che consiglio a chi fa il primo safari in Africa: parchi meravigliosi, tantissimi animali, ottime soluzioni di alloggio per ogni budget. L’abbinamento con Zanzibar completa un quadro di destinazione che racconta una delle facce più belle dell’Africa.












