Damaraland
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Damaraland
Il Damaraland è la patria degli elusivi elefanti del deserto della Namibia ed è l’insieme di paesaggi più selvaggi e drammatici del Paese.
Senza dubbio è una destinazione a sé stante ma, essendo così vicina a Etosha, lungo il percorso dalla Skeleton Coast, la bellezza e la solitudine del Damaraland spesso non vengono colte dai visitatori. Eppure il Damaraland rimane una delle gemme nascoste della Namibia.
È uno dei pochi luoghi in Africa in cui la fauna selvatica può essere trovata al di fuori dei parchi nazionali o delle riserve private, coesistendo con villaggi e fattorie tradizionali.Dimora di elefanti, rinoceronti e leoni adattati al deserto, oltre che di orici, springbok e centinaia di specie di uccelli, il Damaraland è allo stesso tempo bello, unico e affascinante, con montagne rocciose, pianure coperte d’erba e ogni possibile gamma di marrone, dal rosso scuro al biondo sbiancato.
L’antico è accessibile qui; le storie del popolo San sono conservate su una tela di roccia a Brandberg e incise sulle pareti delle grotte a Twyfelfontein, mentre la Foresta pietrificata, che risale a milioni di anni fa, è un paesaggio inquietante di torreggianti alberi fossilizzati.
Oltre che per la sensazione di preistoria, questa regione è famosa soprattutto per la sua megafauna adattata al deserto. Indomito e apparentemente sterile, il Damaraland ospita un’incredibile varietà di animali selvatici. Rinoceronti, gemsbok, kudu, springbok, zebre e leoni prosperano inspiegabilmente tra i suoi affioramenti rocciosi e le pianure arbustive. Questa combinazione di scenari drammatici, creature selvatiche resistenti alla sopravvivenza e atmosfera primordiale rende il Damaraland uno dei luoghi più autentici della Namibia e una meta obbligata per gli avventurieri.

Twyfelfontein
Twyfelfontein, che significa anche “fontana dubbia” o “fontana del dubbio”, è il nome di una valle nell’altopiano del Damara, a circa 70 km a ovest di Khorixas. La valle era abitata dai Damara, che nella loro lingua la chiamano Uri-Ais (fontana che salta).
Nel 1947 gli agricoltori bianchi si insediarono nella valle, ma la fontana era inaffidabile e aveva solo poca acqua. Le fattorie furono abbandonate dai coloni a causa del piano Odendaal del 1964, che prevedeva il trasferimento della popolazione locale della Namibia in “Homelands”.
Twyfelfontein è famosa per le sue numerose pitture e incisioni rupestri (petroglifi) dei San (boscimani), di cui sono stati contati 2500 esemplari.
Le specifiche sull’età delle incisioni variano e si parla di un periodo compreso tra 1000 e 10000 anni. È notevole il fatto che le incisioni siano state realizzate senza l’uso di strumenti metallici. Si presume invece che siano stati utilizzati strumenti di quarzo, dato che qui sono stati trovati molti frammenti di quarzo.
I motivi delle incisioni rupestri sono da un lato scene di caccia, in cui i cacciatori sono raffigurati con arco e frecce. Dall’altro lato sono raffigurati molti animali (antilopi, zebre, giraffe, leoni, ecc.). Notevole è anche l’incisione di una foca, dato che l’oceano si trova a circa 100 km di distanza.
La valle è stata dichiarata monumento nazionale nel 1952 per impedire il comune furto di incisioni rupestri. Le pitture/incisioni possono essere visitate solo con una guida locale. L’UNESCO ha dichiarato Twyfelfontein Patrimonio dell’Umanità nel 2007.

Brandberg
La catena montuosa del Brandberg – o semplicemente Brandberg – è situata nella regione di Erongo, nella parte occidentale della Namibia, a circa 90 km dall’Oceano Atlantico e copre una superficie di 760 km². La catena montuosa ha un’altezza media di 2500 metri e supera in modo impressionante i suoi dintorni di circa 2000 metri.
Il nome del Brandberg, lungo 30 km e largo 23 km, deriva dai colori incandescenti che il sole al tramonto dipinge sulla catena montuosa, come se la montagna fosse in fiamme.

Palmwag
Palmwag è un’area protetta di 550.000 ettari situata nella parte nord-occidentale della Namibia. Questa parte del Paese è speciale per molti aspetti e per questo viene utilizzata anche come concessione turistica.
I visitatori si trovano in mezzo a un paesaggio basaltico infinito e surreale, creato da massicce eruzioni di magma circa 125 milioni di anni fa, quando l’Africa e il Sud America esistevano ancora come massa terrestre coerente di Gondwana.
Oggi potete fare un’escursione in self drive o prenotare una visita guidata presso uno dei lodge per esplorare la concessione di Palmwag. Probabilmente non dimenticherete mai gli aspri campi di basalto del cosiddetto Etendeka Plateau, pieni di rare aloe e di euforbie velenose, e vivrete questo paesaggio unico e primordiale.

Montagne Erongo
La regione di Erongo, nella Namibia centro-occidentale, è una tappa ideale per chi si reca dalla capitale Windhoek a Swakopmund, a ovest, o al Parco Nazionale Etosha, a nord, e alle aree nord-occidentali del Damaraland o del Kaokoveld.
La regione di Erongo è un paese delle meraviglie geologiche. Il suo centro è formato dai Monti Erongo, una rovina vulcanica risalente a 130 milioni di anni fa, con formazioni rocciose e paesaggi da togliere il fiato.
Nel corso di migliaia di anni il magma, raffreddatosi nel sottosuolo, ha formato impressionanti scenari naturali dominati da massicci massi di granito. Soprattutto al crepuscolo questi paesaggi offrono bellissimi motivi fotografici. La catena montuosa ospita anche molte interessanti pitture rupestri antiche.
Nonostante il clima arido e le scarse precipitazioni, nelle profondità della frastagliata catena montuosa si può trovare acqua aperta e quindi una fauna e una flora diverse.
Oltre a varie antilopi come il kudù, l’orice e il klipspringer, si trovano zebre di montagna, giraffe, babbuini e leopardi. Il rinoceronte nero è stato reintrodotto nell’Erongo Rhino Sanctuary. Una flora variegata si trova all’interno e all’esterno del cratere Erongo.

Spitzkoppe
Lo Spitzkoppe è uno dei motivi montuosi più fotografati della Namibia. Questo inselberg sovrasta i suoi dintorni di 700 metri, con un’altezza complessiva di 1728 m sul livello del mare. Per la sua forma distintiva, che può essere individuata a grande distanza, lo Spitzkoppe è spesso chiamato il “Cervino” della Namibia.
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