Come risparmiare su un safari in Tanzania (e cosa non funziona)

Post pubblicato: Gennaio 12, 2019
Ultimo aggiornamento: Aprile 28, 2026
Scritto da: Giulia Raciti
Ippopotami tanzania

In più di 10 anni di organizzazione safari in Tanzania e migliaia di quotazioni elaborate, ho imparato quali leve funzionano davvero per risparmiare — e quali no. Non parlo di safari economici nel senso di “a buon mercato” — quello non esiste, e tra poco ti spiego perché — ma di safari ottimizzati, dove ogni euro speso ha senso e, secondo me, è bene investito.

Questo post nasce da conversazioni reali con chi mi scrive ogni giorno. Persone che hanno già visto i prezzi (se non li hai ancora visti, leggi prima quanto costa un safari in Tanzania) e che vogliono capire su cosa possono agire concretamente.

Risposta breve: su alcune cose sì, su altre no. La differenza tra saperle distinguere può valere centinaia di dollari.

Un safari “economico” in Tanzania esiste davvero?

No — e ho spiegato nel dettaglio perché in questo post: Perché un safari in Tanzania costa così tanto.

Le tasse di ingresso ai parchi nazionali sono fisse, stabilite dal governo tanzaniano, e non sono negoziabili. Solo per entrare nel Serengeti paghi $82 a persona al giorno. L’area di conservazione del Ngorongoro ha tariffe simili — e le paghi anche se ci passi solo per raggiungere il Serengeti, senza scendere nel cratere.

A questo si deve aggiungere il veicolo 4×4 (che non è un’auto normale ma un mezzo costruito appositamente per questo tipo di terreno), il driver certificato, la benzina, il cuoco se fai campeggio, la pensione completa perché una volta nei parchi non hai alternative.

Tutto questo ha un costo strutturale che non si può eliminare. Chi ti dice il contrario, sta eliminando qualcos’altro e di solito è qualcosa di importante.

Detto questo: ci sono leve su cui puoi agire, e alcune incidono in modo significativo sul totale. Vediamole una per una.

leone ngorongoro primo piano
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Quando viaggiare per spendere meno?

La stagionalità è la leva più immediata. I prezzi cambiano in modo sensibile a seconda del periodo, e non parlo solo dei voli.

La bassa stagione coincide con le grandi piogge: aprile e maggio. I lodge abbassano le tariffe, i parchi sono quasi vuoti, il paesaggio è verde e spettacolare. L’avvistamento degli animali può essere più difficile in alcuni punti (la vegetazione alta li nasconde di più), ma in compenso vivi i parchi in una solitudine che in alta stagione non esiste. Per chi è flessibile e prende con positività la possibilità di alcune piogge, può essere un’ottima scelta.

Ci sono però dei mesi di mezzo che offrono un equilibrio interessante tra qualità e prezzo: Giugno, Ottobre e Novembre. I primi due tecnicamente rientrano ancora nell’alta stagione, ma ricevono meno turisti e gli operatori sono spesso disposti a prezzi più competitivi.

Novembre è un altro mese sottovalutato: le cosiddette “piccole piogge” durano poco, spesso solo nel pomeriggio, e i prezzi scendono rispetto al picco estivo.

I mesi da evitare se vuoi risparmiare sono luglio, agosto e dicembre-gennaio: alta stagione piena, prezzi massimi, disponibilità limitata soprattutto nei campi tendati del Serengeti.

Il mio consiglio da travel designer: se non hai vincoli precisi di date, giugno, ottobre e novembre sono spesso le scelte più intelligenti buona fauna, meno affollamento, prezzi ancora ragionevoli. Consiglio di approfondire leggendo il post sul quando fare un safari in Tanzania.

Ippoopotami Ngorongoro
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Campeggio, campi tendati e lodge: cosa scegliere per risparmiare?

L’alloggio è la variabile che incide di più sul costo finale del safari, a parità di itinerario. Ed è anche quella su cui hai più margine di scelta.

Il campeggio è l’opzione più economica: si parte da circa $335 a persona al giorno per un safari privato in tenda (cuoco e attrezzatura inclusa). In lodge/campi tendati mid-range si parte da $400, upgrade da $600, un luxury superano facilmente i $1.000 per persona al giorno.

Ma la differenza non è solo di prezzo. Il campeggio nel cuore del Serengeti è un’esperienza in sé: ti addormenti sentendo i leoni, al mattino trovi le impronte attorno alla tenda. Non è “rinunciare al comfort” in senso negativo — è un’esperienza diversa, che molti clienti che inizialmente rifiutano poi mi ringraziano di avergli proposto.

Detto questo, la scelta tra campeggio, campi tendati e lodge dipende da molti fattori — itinerario, periodo, numero di persone, budget massimo — e la valuto ogni volta insieme al cliente. Non esiste una formula valida per tutti.

Per tutti i dettagli sulle categorie di alloggio, leggi il post dedicato: dove dormire durante un safari in Tanzania.

Tende campeggio tanzania
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Quante persone servono per dividere i costi?

Questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato, e invece incide in modo diretto sul costo per persona.

La 4×4 per safari ha un costo fisso: guida, benzina, manutenzione. Quel costo si divide tra i passeggeri — ed è lì che il numero di persone fa la differenza. I veicoli sono progettati per 6 persone (anche 7 se una persona si siede a fianco del driver), con tutti i posti lato finestrino, quindi nessuno rinuncia alla vista durante i game drive.

Il vero salto economico avviene tra 2 e 4 persone. Per darti un’idea concreta, su un safari di 5 giorni in alta stagione si passa da circa $2.170 a persona in due, a $1.740 in quattro. Salire a sei abbassa ulteriormente a circa $1.615, un risparmio reale, ma molto più contenuto rispetto al passaggio precedente. Il grosso del vantaggio lo ottieni già a quattro.

Se viaggiate in due, il safari privato è comunque la scelta migliore. Avete massima flessibilità su itinerario, date e ritmi. Se siete in due ma con un budget molto limitato, i safari di gruppo sono un’alternativa: costano meno, ma perdete flessibilità su tutto (date, durata, alloggio, e circuito).

Quali parchi costano meno?

Non tutti i parchi hanno le stesse tasse di ingresso, e scegliere l’itinerario in base anche a questo può fare differenza.

Il Serengeti e l’area di conservazione del Ngorongoro sono i più cari. Il Ngorongoro in particolare ha una struttura di costi complessa: si paga l’ingresso all’area di conservazione (che attraversi obbligatoriamente per arrivare al Serengeti), più la tassa per scendere nel cratere se lo visiti, più la tassa per il veicolo, più il pernottamento. È bello? Moltissimo. Ma costa.

Il Tarangire e il Lake Manyara costano meno e offrono avvistamenti eccellenti, soprattutto per chi vuole elefanti (Tarangire ne ha tantissimi) o un’atmosfera meno turistica.

La riserva del Nyerere (ex Selous) al sud è un’altra opzione interessante per chi vuole un safari più intimo e meno costoso rispetto al circuito nord — anche se le distanze da percorrere cambiano la logistica.

Il mio consiglio pratico: se il tuo obiettivo è vedere tanta fauna senza per forza includere il Serengeti e il cratere, un itinerario su Tarangire, Manyara e Ngorongoro (solo transito o breve visita) può costarti significativamente meno pur rimanendo un safari di altissima qualità.

Se il budget è davvero un fattore limitante, esistono anche circuiti più brevi che escludono il Serengeti ma permettono comunque un’esperienza memorabile — come un safari di 3 giorni nel nord. In alternativa, la riserva del Selous (oggi Nyerere), facilmente raggiungibile da Dar Es Salaam, offre costi inferiori rispetto al circuito nord e un’atmosfera molto più selvaggia e intima — vale la pena guardare il circuito di 4 giorni nel Selous per farsi un’idea concreta di percorso e costi.

zebra nel parco nazionale del tarangire
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Safari di gruppo o privato: quando conviene davvero?

Questa è una delle domande che mi fanno più spesso, e la risposta dipende da quante persone siete. Se siete in due, il safari privato costa leggermente di più ma ne vale la pena: scegliete voi le date, l’itinerario, i ritmi della giornata. Potete fermarvi un’ora davanti a un branco di leoni senza che nessuno si impazientisca.

Se siete in tre o quattro, il privato diventa già molto competitivo rispetto al gruppo — il costo per persona è generalmente più basso di quelli di un viaggio di gruppo, e mantenete tutta la flessibilità.

Il safari di gruppo ha senso soprattutto se siete in due con un budget limitato e date flessibili. Attenzione però: non tutti i safari di gruppo sono uguali.

Noi proponiamo un safari di gruppo di 5 giorni con tutti i parchi principali del circuito nord, lodge e campi tendati mid-range, massimo 6 persone e — dettaglio importante — partenza garantita anche con sole 2 persone, a $2.100 a persona. Ma anche un safari di gruppo di 4 giorni in campeggio con Tarangire, Serengeti e Ngorongoro, partenza garantita con 2 persone a $1250 per persona.

È un’opzione strutturata, con tasse e IVA regolarmente pagate, che permette a chi viaggia in coppia di accedere a prezzi vicini a quelli di un gruppo senza aspettare di raggiungere un numero minimo.

Quello che si perde rispetto al privato rimane: le date sono fisse, l’itinerario è predefinito, le strutture non si possono scegliere e si condivide il veicolo con persone che non si conoscono. Non è una scelta sbagliata ma è una scelta diversa, che vale la pena fare consapevolmente.

Quanto prima prenoti, tanto meglio

Uno degli errori più comuni che vedo fare è prenotare tardi, soprattutto per l’alta stagione. Luglio e agosto sono i mesi più richiesti, e le strutture con il miglior rapporto qualità/prezzo — in particolare i campi tendati nel Serengeti, che hanno poche unità — si esauriscono mesi prima. A gennaio la maggior parte degli alloggi estivi è già piena.

Se le tue date non sono flessibili e devi viaggiare in alta stagione, il mio consiglio è di prenotare con almeno 9 mesi di anticipo. Non è solo una questione di disponibilità: prenotare prima ti dà anche più scelta, e spesso prezzi migliori rispetto a chi si muove sotto data.

Per i periodi di spalla hai più margine, ma prima parti con l’organizzazione, meglio è.

Gnu a Ngorongoro
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Perché certi safari costano pochissimo? (e cosa si nasconde dietro)

Questa è una domanda che mi sono fatta anche io tante volte. Poi qualche giorno fa una potenziale cliente mi ha girato un’offerta che aveva ricevuto: safari di gruppo, 3 giorni, Serengeti e Ngorongoro, $580 a persona, in sei in macchina.

La prima cosa che mi è saltata all’occhio non era il costo ma era il circuito.

Tre giorni con Serengeti e Ngorongoro (partendo e tornado ad Arusha in queste tempistiche) era qualcosa che non mi ha mai sfiorata perchè troppo in troppo poco tempo.

Ma ho voluto approfondire come fosse pensato. Un circuito di questo tipo significa questo: il primo giorno si parte da Arusha, si guida per circa 6 ore e si arriva a Ndutu — che è una zona meravigliosa, ma è dove si va tra dicembre e aprile per le nascite della migrazione, non è una zona dove si va tra Giugno e Ottobre. Nel pomeriggio si entra in Serengeti, circa 1,5 di auto da Ndutu, e a quel punto cominciano le 24 ore tasse parco del Serengeti.

Si rimane nel Serengeti fino allo scadere delle 24 ore, se si è entrati alle 15 allora entro le 15 del giorno dopo si deve uscire. Si ripassa per Ndutu (che si trova in area di conservazione Ngorongoro) per dormire a Ngorongoro. Il giorno 3 si fa il game drive nel cratere e si rientra ad Arusha.

Nella sostanza qui si gioca sul fatto che i clienti non sappiano cosa sia e dove sia Ndutu. Questa persona non aveva chiara la differenza e le ho semplicemente detto che nel Serengeti si sarebbe stati meno di 1 giorno.

Poi gli occhi mi sono caduti sull’altra cosa cuoriosa: il costo, davvero troppo basso anche per essere un safari di gruppo in campeggio.

Ho quindi aperto il foglio di calcolo e ho fatto i conti.

Per quel circuito, con sei persone, i miei costi reali — driver e cuochi pagati correttamente, buon cibo, tasse dei parchi, IVA al 18% inclusa — arrivano a circa $741 a persona.

Un gap di $181 che da qualche parte deve uscire.

La voce più grande non può che essere l’IVA: circa $113 a persona. Gli operatori che la evadono non stanno offrendo un affare — stanno facendo concorrenza sleale a chi lavora in regola, e sottraendo risorse a un paese che di turismo vive. Attenzione: non stiamo parlando di operatori abusivi. Sono autorizzati, hanno i permessi. Semplicemente scelgono di non versare il 18% di IVA, e questo gli permette di stare sotto al mercato in modo che chi lavora correttamente non può replicare.

Rimanevo comunque sopra anche togliendo l’Iva, quindi ho tolto i costi di driver e cuoco, che probabilmente guadagneranno dalle mance dei clienti. A quel punto sono riuscita a raggiungere quella cifra con un margine minimo per l’operatore.

Come capire se un operatore paga le tasse? Chiedi se puoi pagare tutto in anticipo con bonifico bancario. Se la risposta è no — se chiedono un piccolo deposito e il resto in contanti all’arrivo — hai la risposta. Non è una questione di fiducia: un bonifico completo genera automaticamente una transazione tracciabile, e quindi IVA da versare. A quel punto quei prezzi non reggono più.

Non sto dicendo che tutti i safari economici nascondano qualcosa. Sto dicendo che quando i prezzi non tornano matematicamente, c’è sempre un motivo e si deve scegliere anche di coscienza.

FAQ — Le domande che mi fanno più spesso

Qual è il periodo più economico per un safari in Tanzania?

Aprile e maggio (bassa stagione, grandi piogge) sono i mesi con i prezzi più bassi. Novembre, marzo, giugno e ottobre offrono un buon compromesso tra qualità dell’esperienza e costi più contenuti rispetto al picco estivo.

È possibile fare un safari in Tanzania con meno di $200 al giorno a persona?

È molto difficile, soprattutto se vuoi visitare i parchi principali del circuito nord. Le sole tasse di ingresso ai parchi incidono già in modo significativo. Safari più accessibili si trovano al sud (riserva del Nyerere) o con itinerari che escludono il cratere del Ngorongoro e Serengeti.

Quanti giorni minimi servono per un safari decente?

Dipende da cosa vuoi vedere. Per un primo safari nel nord (Tarangire, Ngorongoro, Serengeti) consiglio almeno 6 giorni. Ma con i giusti voli è possibile coprire bene il Serengeti e Ngorongoro anche con 4 giorni.

Il campeggio è sicuro?

Sì. I campeggi all’interno dei parchi nazionali sono dotati di servizi igienici, aree comuni, e l’operatore fornisce tende, materassi e attrezzatura. Gli animali ci sono — è il bello — ma la sicurezza è gestita correttamente dagli operatori.

Conviene prenotare con un operatore locale o con un’agenzia italiana?

In sostanza sono spesso gli stessi operatori locali a lavorare con entrambi. La differenza è cosa cerchi. Un’agenzia italiana può costruire un pacchetto completo — voli internazionali, safari e mare — che un operatore locale spesso non fa. Noi di Kipepeo ci occupiamo esclusivamente della parte safari, lavorando direttamente per conto dell’operatore locale: questo significa costi più competitivi, nessun intermediario, e massima flessibilità sul campo. Per chi vuole invece un pacchetto tutto incluso, collaboriamo con agenzie di viaggio italiane di fiducia che possono integrare la parte voli e mare. In entrambi i casi, l’importante è sapere con chi stai parlando e che il safari sia gestito da qualcuno con esperienza diretta sul territorio.

Quando è il momento giusto per prenotare?

Per l’alta stagione (luglio-agosto) ti consiglio di prenotare con almeno 9/8 mesi di anticipo, soprattutto se vuoi alloggi specifici nel Serengeti. Per i periodi di spalla puoi avere più margine, ma prima prenoti, meglio è — soprattutto per i campi tendati che hanno poche unità.

Giulia Raciti

Sono in viaggio dal 2011, ininterrottamente. Non visito i posti che propongo — ci vivo, per mesi. Tanzania, Namibia, Etiopia, Madagascar, Galapagos e non solo: in alcuni ci ho messo radici per un periodo, in tutti sono tornata più volte per aggiornarmi e verificare sul campo. Conosco personalmente ogni operatore locale con cui collaboriamo. Dal 2012 mi occupo di viaggi su misura per chi vuole viaggiare in modo autentico, prenotando direttamente con chi il territorio lo vive ogni giorno.

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