Safari nel Serengeti: cosa aspettarsi, quanto dura davvero e come organizzarlo

Post pubblicato: Marzo 6, 2026
Ultimo aggiornamento: Aprile 20, 2026
Scritto da: Giulia Raciti
parco nazionale del Serengeti

Quando si pensa a un safari in Tanzania, la mente vola subito al parco più iconico: il Serengeti.

Ho organizzato più di 500 safari in Tanzania e ne ho fatti molti personalmente. Non ho mai trovato un motivo valido per sconsigliarlo.

Fare un safari nel Serengeti significa entrare in un paesaggio primordiale fatto di pianure infinite, colline rocciose chiamate kopje e grandi mandrie di erbivori seguite dai predatori. Leoni, ghepardi, leopardi, elefanti e migliaia di ungulati popolano questo ecosistema straordinario.

Ma proprio perché il Serengeti è enorme e relativamente remoto, organizzare bene la visita è fondamentale. Tempi di viaggio, distanze e costi influenzano molto l’itinerario di un safari in Tanzania.

Quanto è grande il Serengeti e come si raggiunge

Il Serengeti si estende per circa 14.750 km² — i numeri rendono poco l’idea ma forse aiuta sapere che la Campania è grande quasi quanto il Serengeti. È semplicemente enorme, e non è solo questione di superficie.

Comprende ecosistemi completamente diversi tra loro: pianure aperte, savana, foreste fluviali e le colline rocciose chiamate kopje. Gli animali si spostano continuamente da una zona all’altra seguendo le piogge e il cibo, e questo significa che ogni area del parco racconta una storia diversa a seconda del periodo in cui ci si trova.

Ogni safari è sempre diverso e stupisce continuamente anche i driver che dentro quei parchi passano la maggior parte del tempo, perché non c’è mai un momento “già visto”.

Per raggiungere il Serengeti si parte quasi sempre da Arusha. Ci vogliono 8 ore che però non sono tutte su strada.

Sono circa 4 ore di strada tra Arusha e Karatu, poi altre 3 ore dentro l’area di conservazione del Ngorongoro, dove la velocità è limitata e ci si muove già nella natura. Il tempo restante dipende da dove si dorme nel parco.

Non è una giornata in autostrada, ma è una giornata lunga che onestamente, soprattutto se si hanno pochi giorni, sconsiglio di fare — perché, per esempio con soli 3 giorni, si rischia di guidare per 2 e fare game drive per 1, a costi elevati.

Come si arriva nel Serengeti

Ci sono tre modi per arrivarci, ognuno con una logica diversa.

Il più comune è via Ngorongoro, questa è una tratta comune e pratica perché permette di visitare il cratere lungo il percorso, sia all’andata che al ritorno.

Chi vuole evitare il rientro via terra può volare su o dalla strip di Seronera, i piccoli aeroporti interni del parco: i voli costano molto di più, ma si guadagna tempo e si evita la strada già fatta in andata, a meno che non si voglia strutturare l’itinerario diversamente.

La terza opzione è entrare o uscire via Lago Natron, dal nord — ha senso soprattutto nel periodo della grande migrazione, quando le mandrie si trovano nella parte settentrionale del Serengeti e non è sicuramente un circuito che si può concludere con pochi giorni.

Dove si dorme nel Serengeti

A differenza di molti altri parchi della Tanzania, nel Serengeti si dorme sempre all’interno del parco nazionale. Non ci sono hotel nelle vicinanze, non c’è un villaggio a cui appoggiarsi la sera. Questo è uno degli aspetti più speciali dell’esperienza: ci si sveglia circondati dalla savana, si sentono i leoni durante la notte, e il game drive all’alba inizia direttamente dal campo.

Le strutture sono principalmente tre. Il campeggio — tenda classica, bagni condivisi, cuoco che viaggia con i turisti — è l’opzione più essenziale e quella con il contatto più diretto con la natura. I campi tendati sono la sistemazione più diffusa nel Serengeti: strutture piccole, 10-16 tende al massimo, integrate nel paesaggio. Possono essere molto semplici o di alto livello, con tende spaziose, bagno privato e servizio completo — ma sempre con quella sensazione di essere dentro il parco, non sopra di esso. I lodge in muratura che sono pochissimi e quasi sempre luxury, con costi di conseguenza.

Per approfondire le differenze tra campeggio, campi tendati e lodge durante un safari in Tanzania — costi, comfort e cosa aspettarsi da ogni tipologia — leggi la guida completa sugli alloggi durante un safari in Tanzania.

Meglio scegliere lodge o campo tendato nel Serengeti?

Dovendo scegliere, consiglio sempre il campo tendato — indipendentemente dalla categoria. È il modo più autentico di vivere il Serengeti. Le tende sono integrate nel paesaggio, si sente il vento nella savana, gli animali che si muovono nella notte, i suoni dell’Africa appena fuori. Non è un’esperienza meno confortevole, ma è sicuramente più immersiva rispetto un lodge in muratura.

Mi viene in mente una cliente che stava organizzando il viaggio di nozze. Era molto restia all’idea del campo tendato — la spaventava, non riusciva a immaginarselo come una scelta romantica per una luna di miele.

Ho insistito un po’ e si è convita. Il giorno dopo la prima notte mi ha chiamata emozionatissima perchè la notte precedente nei dintorni del campo era passata una leonessa con i cuccioli. Li aveva filmati dalla tenda portando a casa uno dei ricordi più belli ed inaspettati del safari.

Certe cose non si possono prenotare. Si possono solo creare le condizioni perché accadano.

Dal punto di vista dei costi, dormire nel Serengeti incide sul budget più di qualsiasi altro parco del circuito nord.

La logistica è complessa, le strutture sono piccole e con personale dedicato, e oltre alle tasse giornaliere di ingresso si pagano le concession fees — le tasse per operare e pernottare all’interno del parco. Il campeggio non le prevede, ed è spesso la soluzione che consiglio a chi deve tenere un occhio alla spesa finale. Non scartatelo a priori — ho scritto un articolo specifico su perché vale la pena considerarlo.

4x4 safari nel Serengeti con leone
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Oltre al game drive: cosa si può fare davvero nel Serengeti

Molti viaggiatori arrivano nel Serengeti pensando che l’unica attività sia il game drive. in realtà il parco permette diverse esperienze che trasformano il safari in qualcosa di più completo. Non tutte sono disponibili ovunque.

Il Serengeti è gigantesco e ogni area ha regole, campi e logistiche diverse. Quando si organizza un safari su misura bisogna sempre verificare cosa è possibile fare nella zona e nel campo scelti, perché alcune attività richiedono condizioni specifiche per essere organizzate in sicurezza.

Volo in mongolfiera

La mongolfiera (hot air balloon safari) è l’attività extra più iconica del Serengeti e una delle poche che si organizza ovunque senza particolari problemi. Si vola all’alba, quando l’aria è più stabile, sorvolando le pianure mentre gli animali iniziano la giornata. Al termine del volo si atterra e si fa un bush breakfast — colazione apparecchiata nella savana, con champagne, frutta e uova calde.

Il costo è intorno ai 600 dollari a persona e include il volo (circa un’ora), la colazione nel bush, i transfer dal campo e il certificato di volo. Si parte da diverse zone del parco a seconda di dove si dorme: Seronera nel Serengeti centrale, Ndutu nella stagione delle nascite, nord del parco nel periodo della migrazione.

Un consiglio pratico che do sempre ai miei clienti: non pianificare il volo in mongolfiera l’ultima mattina nel Serengeti. Le condizioni climatiche possono sempre cambiare, e se il vento o la visibilità non sono ideali il volo non parte. In quel caso viene rimborsato oppure rimandato al giorno dopo, ma se sei all’ultima mattina e devi già trasferirti non hai margine per recuperarlo. Meglio metterlo al penultimo giorno o a metà soggiorno, così se salta c’è sempre la possibilità di riprovare.

Sundowner, bush dinner e bush breakfast

Molti campi propongono sundowner (aperitivo al tramonto in un punto panoramico della savana), cene nel bush o colazioni nel bush. Mangiare all’aperto, circondati dai rumori della notte o dalla luce dorata del tramonto africano, è un’esperienza speciale che, soprattutto chi organizza il safari per un evenrto speciale, in genere include.

Qui però la regola è diversa dalla mongolfiera: non tutti i campi offrono le stesse esperienze. Ovviamente non si può apparecchiare una cena ovunque — servono aree sicure, autorizzate, e una logistica che solo alcuni operatori hanno.

Quasi tutti i campi tendati di categoria superiore e alcuni lodge li offrono, mentre i campi più semplici o le strutture standard spesso no, o solo su richiesta.

Se questi momenti sono importanti per il tuo viaggio — un anniversario, una luna di miele, una cena particolare — va prenotato in fase di preventivo, perché potrebbe influire sulla scelta del campo. Queste esperienze hanno sempre un costo extra.

Safari in Mongolfiera nel Serengeti
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Perché raggiungere il Serengeti è più costoso di altri parchi

Un altro fattore che influisce sul costo del safari è il modo in cui si entra nel Serengeti.

La maggior parte degli itinerari attraversa la Ngorongoro Conservation Area, che si trova tra Arusha e il Serengeti. Anche se si attraversa l’area solo per raggiungere il parco, è comunque necessario pagare le tasse di ingresso.

Esiste un’alternativa passando dal Lake Natron, ma questo percorso è molto più lungo e richiede generalmente due giorni di viaggio.

Nella maggior parte dei safari del nord della Tanzania, per sfruttare meglio il viaggio il Serengeti viene combinato con altre tappe come il Tarangire, Lake Manyara e Ngorongoro.

Per avere un’idea dei prezzi reali di un safari che include il Serengeti, leggi la nostra guida completa sui costi di un safari in Tanzania — dove trovi esempi concreti di itinerari con prezzi per tipologia di alloggio.”

La Grande Migrazione nel Serengeti

Il Serengeti pur essendo un parco ricco di fauna e gigantesco è famoso anche per la Grande Migrazione, uno degli spettacoli naturali più impressionanti del pianeta mostrato e raccontanto in numerosi documentati.

Ogni anno oltre 1,5 milioni di gnu, accompagnati da centinaia di migliaia di zebre e gazzelle, si spostano tra Serengeti e Masai Mara alla ricerca di pascoli freschi.

I due momenti più cercati da chi pianifica un safari sono distinti e molto diversi tra loro.

Tra gennaio e marzo le mandrie si concentrano nel sud del Serengeti e a Ndutu — tecnicamente in area di conservazione Ngorongoro, ma con un ecosistema identico alle pianure meridionali del parco. È il periodo delle nascite: migliaia di cuccioli vengono alla luce in pochi giorni, con una concentrazione di predatori che raramente si vede altrove. Per questo itinerario consiglio almeno 7 giorni.

Tra luglio e settembre le mandrie si spostano nel nord del Serengeti, dove avvengono i famosi river crossing sul fiume Mara — le mandrie che attraversano acque popolate da coccodrilli, in uno degli spettacoli più iconici della natura africana. Per raggiungere il nord in modo sensato servono almeno 8-9 giorni di safari.

mara river crossing migrazione serengeti
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Vale la pena inseguire la Grande Migrazione?

Negli ultimi anni la Grande Migrazione — e in particolare il river crossing — è diventata quasi un’ossessione per chi pianifica un safari in Tanzania. Molti la danno per scontata, come se fosse qualcosa di garantito.

La realtà è leggermente diversa.

Il river crossing avviene nel Serengeti nord, un’area remota che richiede almeno 7-8 giorni di safari per essere raggiunta in modo sensato ed un budget proporzionalmente più alto. Arrivarci in meno tempo significa sacrificare tutto il resto del viaggio sull’altare di un evento che non può essere garantito. Il crossing avviene quando le mandrie decidono di attraversare il fiume non segue un calendario. Si può aspettare giorni senza vederlo pur essendo al posto giusto al momento giusto.

Chi parte con il crossing come obiettivo principale rischia di tornare deluso. Non perché il safari sia stato brutto, ma perché ha misurato un’esperienza straordinaria su un singolo momento che non si è materializzato.

Quello che mi raccontano i clienti che vanno al nord è quasi sempre la stessa cosa. Parlano di quello che hanno vissuto giorno per giorno, la luce del mattino, gli avvistamenti inaspettati, i rumori della notte, la sensazione di essere dentro qualcosa di immenso. Il river crossing, se c’è stato, è quasi un dettaglio in fondo al racconto. Se non c’è stato, non manca.

Il mio consiglio è di costruire un safari per vivere i parchi in crescendo, con la possibilità di incontrare la migrazione lungo il percorso. Se il crossing arriva, sarà un regalo inaspettato. Se non arriva, avrai vissuto uno dei safari più straordinari del mondo.

Elefanti nel Serengeti
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Voli interni nel Serengeti

Un’alternativa ai lunghi trasferimenti su strada sono i voli interni che collegano Arusha alle principali airstrip del Serengeti (Seronera nel Sernegeti centrale e Kogatende nel Serengeti del nord). Si tratta di piccole piste di atterraggio per piccoli velivoli.

I voli permettono di ridurre i tempi di viaggio, raggiungere zone remote del parco velocemente e combinare aree distanti come il Serengeti nord evitando le giornate in auto.

I costi però sono piuttosto alti, quindi vanno valutati in relazione al tempo che fanno guadagnare e a quanto si è disposti a spendere perchè se da un lato si guadagna tempo, dall’altro lato fanno aumentare i costi finali sensibilmente.

Un consiglio pratico: se il tuo itinerario include il Serengeti nord e hai pochi giorni il volo interno per Arusha è spesso la scelta più pratica evitando il rientro da Lago Natron o da Ngorongoro.

Serengeti: perché rimane uno dei safari più straordinari al mondo

Nonostante le distanze e i costi più elevati rispetto agli altri parchi del nord, il Serengeti vale ogni chilometro e ogni dollaro in più.

La ragione è semplice: è uno dei pochi posti al mondo dove la natura funziona ancora su scala vera.

Le pianure sono così grandi che gli animali si muovono liberamente senza mai sembrare in cattività. I predatori sono presenti in concentrazioni che non si trovano facilmente altrove — leoni, ghepardi, leopardi, licaoni. E la fauna non finisce mai: ogni game drive porta qualcosa di diverso da quello precedente.

Dopo più di 500 safari organizzati in Tanzania, il Serengeti è ancora il parco che i nostri clienti citano più spesso quando raccontano il viaggio. Non perché abbiano visto qualcosa di spettacolare in particolare ma perché in queste pianure sterminate si comprende cosa significhi stare davvero dentro la natura africana.

leopardo serengeti
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Un esempio di itinerario safari per visitare il Serengeti

Quello che segue è un itinerario safari di 5 giorni che utilizziamo spesso come base di partenza e totalmente personalizzabile.

Non è il circuito più economico, ma uno dei più equilibrati. Segue il principio del crescendo: si parte da Tarangire, si procede per il Serengeti e termina con Ngorongoro, lasciando i parchi più iconici per ultimi.

La scelta di includere una notte anche a Ngorongoro incide sul costo finale ma, come potete vedere, usiamo al massimo i 5 giorni rendendo il safari un 5 giorni effettivo senza giornata di solo trasferimento o libere.

  1. Arusha → Tarangire → Karatu: Partenza da Arusha al mattino verso il Parco Nazionale del Tarangire, uno dei parchi più suggestivi della Tanzania settentrionale, famoso per i grandi baobab e per le numerose famiglie di elefanti. Game drive durante la giornata e nel pomeriggio trasferimento verso Karatu, una cittadina situata tra il Tarangire e l’area del Ngorongoro, dove si trascorre la notte.
  2. Karatu → Serengeti: Partenza al mattino verso il Parco nazionale del Serengeti attraversando la Ngorongoro Conservation Area. Il tragitto dura circa tre ore dalla zona di Karatu fino all’ingresso del Serengeti. Una volta entrati nel parco si inizia subito il game drive pomeridiano, esplorando le grandi pianure del Serengeti centrale. Pernottamento all’interno del parco.
  3. Serengeti giornata di game drive: Intera giornata dedicata ai game drive nel Serengeti. È il momento migliore per esplorare diverse aree del parco e cercare predatori come leoni, ghepardi e leopardi, oltre alle grandi mandrie di erbivori. Dormire nel Serengeti permette di partire all’alba e sfruttare al massimo le ore più attive della fauna.
  4. Serengeti → Ngorongoro: Game drive di un giorno nel Serengeti e successivo trasferimento verso l’area di conservazione Ngorongoro. La notte si trascorre vicino al bordo del cratere o nelle zone circostanti, così da essere già in posizione per la discesa nel cratere il giorno successivo.
  5. Cratere di Ngorongoro → Arusha: Discesa nel cratere di Ngorongoro per uno dei safari più spettacolari dell’Africa. In questa enorme caldera vulcanica è possibile osservare una straordinaria concentrazione di animali, tra cui leoni, elefanti, bufali e spesso anche il raro rinoceronte nero. Dopo il game drive nel cratere, rientro ad Arusha nel pomeriggio.

Serengeti o Ngorongoro: quale scegliere?

Una delle domande più frequenti quando si organizza un safari nel nord della Tanzania è: meglio il Serengeti o Ngorongoro?

Nella maggior parte degli itinerari la scelta non è tra uno o l’altro. I due luoghi fanno parte dello stesso circuito e vengono quasi sempre visitati insieme.

Il cratere di Ngorongoro si trova infatti lungo la strada che collega Arusha al Serengeti. Questo significa che attraversarlo durante il viaggio è naturale e permette di combinare facilmente entrambe le esperienze.

E vale davvero la pena farlo, perché si tratta di due ecosistemi completamente diversi. Gli unici casi in cui ho escluso Ngorongoro dai circuiti sono stati di quelli di clienti di ritorno in Tanzania che già erano stati nel cratere.

Il safari nel cratere di Ngorongoro

Il cratere Ngorongoro è una caldera vulcanica di circa 20 km di diametro che ha creato un ecosistema chiuso. Gli animali vivono all’interno senza poter uscire facilmente.

Il risultato è una concentrazione di fauna che non ha paragoni in Tanzania ed in Africa: in una sola giornata si possono vedere leoni, bufali, zebre, elefanti, ippopotami e — se si è fortunati — il rarissimo rinoceronte nero.

È il safari più “facile” del nord Tanzania: gli avvistamenti sono quasi garantiti e le distanze sono contenute.

Ippoopotami Ngorongoro crater
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Il safari nel Serengeti

Il Serengeti è l’opposto. Qui domina la vastità — pianure che sembrano non finire mai, orizzonti sconfinati, animali che si muovono su distanze enormi.

Non è un safari “facile” come potrebbe esserlo Ngorongoro, richiede più tempo, più game drive e più pazienza. Ma è quello che lascia il segno più profondo, perché ti fa capire cosa significa stare davvero dentro la natura africana senza confini.

leonessa roccia serengeti
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Perché visitarli entrambi

Visitati uno dopo l’altro nello stesso itinerario mostrano due volti completamente diversi dell’Africa orientale — la concentrazione spettacolare del cratere e la vastità selvaggia della savana. Insieme rendono il safari molto più completo di quanto potrebbe essere con uno solo dei due.

Safari nel Serengeti – Domande Frequenti

Quanto costano le tasse di ingresso nel Serengeti?

Il costo di ingresso al Parco Nazionale del Serengeti per i visitatori internazionali è di circa 70 USD (+18% iva) a persona al giorno, a cui si aggiungono altre tasse per veicolo e concession fees per chi dorme all’interno del parco.
È importante sapere che per raggiungere il Serengeti si attraversa quasi sempre anche la Ngorongoro Conservation Area, dove è necessario pagare un’ulteriore tassa di ingresso anche se si è solo di passaggio.

Posso guidare da solo nel Serengeti?

Tecnicamente sì — il self drive nel Serengeti è possibile, ma è molto meno comune rispetto ad altri parchi africani come il Sudafrica o la Namibia. Il parco è enorme, le piste sterrate non sono sempre facili da seguire e non esistono mappe ufficiali. Durante la stagione delle piogge alcune strade diventano difficili da percorrere anche con un fuoristrada. Per questo la maggior parte dei visitatori esplora il Serengeti con un driver locale, che conosce il territorio e sa dove cercare gli animali.

Posso organizzare un safari nel Serengeti in autonomia? Si risparmia?

È possibile, ma il risparmio è spesso meno significativo di quanto si immagini se non nullo. Nel costo di un safari organizzato sono già inclusi veicolo 4×4, driver, carburante, tasse dei parchi e logistica. Se si sommano questi costi autonomamente, il totale può risultare simile o superiore. C’è poi un aspetto poco considerato: molti campi tendati e lodge nel Serengeti non vendono direttamente ai clienti e hanno tariffe riservate agli operatori. Per chi visita la Tanzania per la prima volta, un safari organizzato rimane quasi sempre l’opzione più equilibrata.

Serve un driver per visitare il Serengeti?

Non è obbligatorio ma è fortemente consigliato. I driver safari conoscono il territorio, seguono le tracce degli animali e comunicano tra loro via radio per condividere gli avvistamenti. Questo aumenta enormemente le probabilità di vedere predatori come leoni, leopardi e ghepardi. Senza un driver si rischia di percorrere grandi distanze senza trovare gli animali più interessanti.

Posso guidare una macchina normale nel Serengeti?

No — nel Serengeti è necessario un veicolo 4×4 adatto ai safari. La maggior parte delle piste è sterrata e in alcune zone il terreno è sabbioso o molto sconnesso. Durante la stagione delle piogge alcune strade diventano impraticabili per le auto normali. I veicoli safari utilizzati nel parco sono fuoristrada appositamente modificati, non disponibili nei normali circuiti di noleggio.

Che 4×4 si usa per il safari nel Serengeti?

Macchina safari nel serengeti

La stragrande maggioranza dei safari nel Serengeti viene effettuata con Toyota Land Cruiser appositamente modificati per i game drive — i veicoli più affidabili sulle piste tanzane. Sono equipaggiati con tetto apribile per osservare e fotografare gli animali in piedi, trazione integrale 4×4, sospensioni rinforzate e sedili individuali vicino al finestrino. Nei safari privati si viaggia spesso con meno passeggeri per avere più spazio e comfort.

Cosa succede se la macchina si rompe durante il safari?

Può capitare — e fa parte dell’avventura. I driver safari sono generalmente molto pratici di meccanica e gestiscono piccoli guasti e forature direttamente sul posto. I veicoli hanno sempre a bordo ruota di scorta, attrezzi e kit di riparazione. Se il problema è più serio, nei parchi frequentati come il Serengeti esistono officine vicino ai lodge e alle airstrip. Nei casi più gravi l’operatore organizza l’invio di un veicolo sostitutivo. I tempi variano in base alla posizione nel parco, ma gestire questi imprevisti è parte del servizio dell’operatore.

Posso fare un walking safari nel Serengeti?

Nel Serengeti National Park i walking safari non sono un’attività consentita in modo libero: sono ammessi solo a condizioni molto specifiche, e nella pratica la risposta che do ai miei clienti è no, nel Serengeti non si fanno veri walking safari.

Quello che esiste è diverso. Alcuni campi di categoria superiore propongono brevi camminate con un ranger armato, in aree limitrofe al campo o sui kopjes. Sono esperienze piacevoli ma di breve durata, e vanno richieste in fase di prenotazione perché non tutti i lodge le offrono.

I veri walking safari, quelli che ti portano davvero a camminare per ore nella natura, si fanno altrove: nelle concessioni private adiacenti al Serengeti (area Loliondo, Grumeti, concessioni Maasai) o, meglio ancora, nei parchi del sud della Tanzania come Nyerere (ex Selous) e Ruaha. Se si vuole rimanere sul circuito nord, il Tarangire è l’unico parco in cui il walking safari è parte dell’identità del luogo.

Un consiglio pratico: se un operatore ti propone un “walking safari nel Serengeti” come attività di punta del viaggio, chiedigli sempre dettagli precisi — in quale area del parco, con quale campo, per quante ore al giorno. Spesso dietro un nome avventuroso c’è una passeggiata breve attorno al campo, molto diversa da quello che ti aspetti.

Posso fare un night game drive nel Serengeti?

No, nel Serengeti National Park i night game drive non sono consentiti e chi viene sorpreso a farli dopo l’orario di chiusura del parco rischia sanzioni.

Come per il walking safari, si organizzano invece nelle aree limitrofe e nelle concessioni private ai bordi del parco — per esempio nell’area di Ikoma — attraverso alcuni lodge di categoria superiore. Durano in genere 2-3 ore tra le 20:00 e le 23:00 e vanno pianificati in anticipo, insieme alla scelta del campo.

Sul circuito nord i night game drive si possono fare anche nel Tarangire e al Lago Manyara, dove TANAPA li permette ufficialmente. Anche qui, però, solo alcuni campi tendati li propongono, quindi vanno pianificati in anticipo insieme all’itinerario.

Una nota personale. Ho fatto diversi night game drive nella mia vita e, onestamente, in un paese come la Tanzania non credo valgano il costo. Si parla di circa 200 dollari a persona perchè è obbligatorio usare il veicolo del campo dove si soggiorna e si applicano tasse extra. Pur avendo il proprio veicolo privato non si può guidare nei parchi oltre una certa ora senza un’autorizzazione speciale, e serve anche un faro particolare per illuminare senza disturbare gli animali.

A parità di spesa, quei 200 dollari si possono investire molto meglio altrove nel viaggio: una notte in più in un campo migliore, un volo interno per risparmiare una giornata su strada, un’esperienza in mongolfiera. Il night game drive ha senso in parchi dove gli avvistamenti diurni sono più difficili — in Tanzania, durante il giorno si vede già moltissimo.

Giulia Raciti

Sono in viaggio dal 2011, ininterrottamente. Non visito i posti che propongo — ci vivo, per mesi. Tanzania, Namibia, Etiopia, Madagascar, Galapagos e non solo: in alcuni ci ho messo radici per un periodo, in tutti sono tornata più volte per aggiornarmi e verificare sul campo. Conosco personalmente ogni operatore locale con cui collaboriamo. Dal 2012 mi occupo di viaggi su misura per chi vuole viaggiare in modo autentico, prenotando direttamente con chi il territorio lo vive ogni giorno.

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