Kirghizistan da sud a nord: viaggio privato di 14 giorni da Osh a Bishkek
A partire da $3600 per persona
Un'avventura completa per scoprire il Kirghizistan
Osh, Lago Tulpar Kul, Picco Lenin, Tulpar Kul, Arslanbob, Kazarman, Lago Song Kul, Tash Rabat, Kochkor, Jeti Oguz, Karakol, Ak-Suu, Cholpon-Ata, Parco Nazionale Chon Kemin, Bishkek
Il Kirghizistan è stato descritto come la Svizzera dell’Asia Centrale — per i laghi, le montagne, i pascoli alpini. Ma chi lo conosce davvero lo chiama qualcosa di diverso: una Mongolia in verticale. Stesso spirito nomade, stessa vastità, stesso senso di libertà — ma tutto proiettato verso l’alto, tra vette che superano i 7.000 metri e laghi d’alta quota che sembrano non avere fondo.
È un paese di pochi turisti e molti spazi. Un posto dove si può guidare per ore senza incontrare nessuno, dormire in una yurta a tremila metri con il cielo pieno di stelle, mangiare con una famiglia kirghisa e capire — lentamente — che il turismo qui non ha ancora cambiato le cose.
Questo itinerario attraversa il paese da sud a nord in due settimane, da Osh a Bishkek, seguendo un percorso che combina natura alpina, cultura nomade e storia carovaniera. Non è un viaggio per chi cerca comfort garantito ad ogni tappa. È per chi sa adattarsi, vuole paesaggi veri e non ha bisogno che tutto funzioni come a casa.
Cosa rende speciale questo viaggio
Valli alpine e laghi
Dai Pamir al lago Issyk Kul, paesaggi che cambiano ad ogni tappa — nessuno uguale all’altro.
Notti in yurte
Campi nomadi autentici ad alta quota, con il cielo stellato e nessun rumore intorno.
Via della Seta
Tash Rabat e i suoi antichi caravanserragli — storia carovaniera ancora visibile nella pietra.
Foresta di noci
Arslanbob ospita la più grande foresta naturale di noci al mondo — un paesaggio inaspettato.
Homestay e famiglie
Pernottamenti presso famiglie locali per un contatto diretto con la cultura kirghisa.
Destinazione rara
Pochi turisti, paesaggi intatti — un’Asia Centrale che non ha ancora perso la sua autenticità.
Itinerario di viaggio giorno per giorno
Tutti gli itinerari sono disegnati su misura. Quelli pubblicati sono solo delle idee che si possono modificare in base alle richieste specifiche.
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1 - Arrivo ad Osh
Incontro all’aeroporto e trasferimento in hotel. Nel pomeriggio primo contatto con la città — visita dell’Osh Bazaar, uno dei mercati più antichi e vivaci dell’Asia Centrale, e della Santa Montagna di Suleiman, patrimonio UNESCO con oltre 3.000 anni di storia. Un luogo sacro che i kirghisi considerano il cuore spirituale del paese.
2 - Osh → Lago Tulpar Kul — Picco Lenin
Partenza lungo la Pamir Highway verso la Valle di Pamir Alay. L’arrivo al lago Tulpar Kul, ai piedi del Picco Lenin (7.134 m), è uno dei momenti più scenografici del viaggio — acqua glaciale, silenzio assoluto e le cime dei Pamir che incombono da ogni lato. Tempo libero per passeggiate e per osservare la vita nomade della valle. Escursione a cavallo opzionale.
3 - Tulpar Kul → Osh
Rientro attraverso la Valle dell’Alay con fermata nella Valle di Sary Oi. I paesaggi cambiano rapidamente — dalle nevi eterne si scende verso pascoli verdi e villaggi di pietra.
4 - Osh → Arslanbob
Guida per Arslanbob, immersa nel più grande bosco naturale di noci al mondo. Alcuni alberi hanno centinaia di anni. Oltre alle foreste, il villaggio è circondato da valli verdeggianti, fiumi e cascate — un paesaggio del tutto inaspettato in Asia Centrale.
5 - Arslanbob → Kazarman
Partenza mattutina attraverso strade di montagna costruite in epoca sovietica che attraversano paesaggi selvaggi e quasi completamente privi di insediamenti. Una delle tappe più remote dell’itinerario — scenograficamente straordinaria, logisticamente impegnativa.
6 - Kazarman → Lago Song Kul
Trasferimento verso Song Kul, il lago alpino più alto del Kirghizistan a 3.013 metri. D’estate i pastori nomadi kirghisi portano qui le loro famiglie e i greggi — è uno dei pochi luoghi dove la vita nomade si osserva ancora nella sua forma più autentica. Equitazione sull’altopiano opzionale.
7 - Song Kul → Tash Rabat
Verso Tash Rabat — caravanserraglio del XIV secolo costruito interamente in pietra a 3.200 metri, nel cuore dei Monti Tien Shan. Trentuno stanze scavate nella montagna, muri spessi un metro, celle sotterranee. Uno dei monumenti meglio conservati dell’intera Via della Seta. Cena tradizionale nelle yurte vicino al caravanserraglio. Escursione a cavallo opzionale.
8 - Tash Rabat → Kochkor
Visita mattutina del caravanserraglio, poi Kochkor — villaggio noto per la lavorazione dei tappeti in feltro. Si visita una famiglia locale che mostra le tecniche tramandate da generazioni. Un artigianato vivo, non una performance turistica.
9 - Kochkor → Canyon Skazka → Jeti Oguz
Lungo la riva meridionale del lago Issyk Kul con sosta a Bokonbaevo, dove è possibile incontrare un cacciatore con aquile — una delle tradizioni venatorie più antiche dell’Asia Centrale. Canyon Skazka con le sue formazioni rocciose colorate, poi la gola di Jeti Oguz con le celebri scogliere rosse dei “Sette Tori” e la Montagna Cuore Rotto.
10 - Jeti Oguz → Karakol
Karakol, città multiculturale con storia affascinante. Si visita la moschea Dungan — costruita in stile cinese senza un solo chiodo di metallo — e la chiesa ortodossa in legno dell’Ottocento. Cena presso una famiglia dungan locale. Escursione a cascata a cavallo opzionale.
11 - Karakol → Ak-Suu → Cholpon-Ata
Mattinata al mercato di Karakol, dove si incontra la comunità Dungan e si può assaggiare l’ashlyanfu — spaghetti freddi in brodo speziato, difficile da trovare altrove. Poi la gola di Ak-Suu e le terme naturali all’aperto. Arrivo a Cholpon-Ata sul lago Issyk Kul, soprannominato “la perla dell’Asia Centrale”. Terme opzionali.
12 - Issyk Kul → Parco Nazionale Chon Kemin
Verso la valle di Chon Kemin, con flora e fauna diverse dalle zone semiaride ai ghiacciai. Il parco sale da 1.400 a 2.800 metri di quota — luogo perfetto per capire la vita rurale kirghisa lontano dai circuiti turistici.
13 - Chon Kemin → Gola di Kegety → Bishkek
Ultima tappa nella natura: la gola di Kegety con ruscelli, prati alpini, foreste di abeti e una cascata di 20 metri raggiungibile a piedi in pochi minuti. Poi l’arrivo a Bishkek — moderna e vivace, molto diversa da tutto quello che si è visto nelle due settimane precedenti. Cena d’addio in città.
14 - Partenza da Bishkek
Trasferimento all’aeroporto di Manas. Fine dei servizi.
Perchè scegliere questo viaggio
Perché scegliere questo viaggio
Il Kirghizistan è una delle destinazioni meno frequentate dell’Asia Centrale — paesaggi intatti, poca gente, nessuna infrastruttura turistica invasiva. Questo itinerario attraversa il paese da sud a nord in modo completo, combinando natura alpina, cultura nomade e storia carovaniera in un unico percorso coerente.
Non è un viaggio per chi cerca comfort garantito in ogni tappa. È per chi vuole dormire in una yurta a 3.000 metri, mangiare con una famiglia kirghisa, camminare fino a un lago alpino senza incontrare nessuno. Le sistemazioni sono semplici e autentiche — e questo è parte del valore del viaggio, non una limitazione.
Le tappe più particolari — il Picco Lenin, Arslanbob, Tash Rabat sulla Via della Seta, il lago Song Kul — sono luoghi che quasi nessun circuito standard include. È un itinerario costruito da chi conosce il paese sul campo, non assemblato da un catalogo.
Dettagli di viaggio
Prezzi
Costi per persona in dollari americani sulla base di 2 persone $3600
I costi sono indicati e soggetti a variazioni. Contatta il travel designer per un itinerario con costi aggiornati.
Cosa è incluso
Il costo include:
- Tutti i trasferimenti secondo il programma
- Veicoli con autisti professionisti
- Guida che parla inglese
- Sistemazione descritta nel programma
- Pasti a pensione completa, acqua minerale
- Visite descritte nel programma
Cosa non è incluso
Il costo non include:
- Voli internazionali
- Supplemento per camera singola
- Assicurazione di viaggio
- Eventuali spese personali
- Visto (non richiesto per circa 70 paesi)
- Bevande alcoliche
Luoghi che visitarai durante la tua avventura
FAQ - Kirghizistan da sud a nord: viaggio privato di 14 giorni da Osh a Bishkek
Serve il visto per il Kirghizistan?
No. I cittadini italiani possono entrare in Kirghizistan senza visto per soggiorni fino a 60 giorni. All’arrivo si ottiene un timbro sul passaporto — nessuna procedura online da fare in anticipo.
Serve un permesso speciale per visitare l'area del Picco Lenin?
Sì. Alcune aree di confine in Kirghizistan richiedono un border permit aggiuntivo oltre al passaporto. Per la regione del Picco Lenin il costo è di circa $25 a persona e la richiesta richiede almeno tre settimane di anticipo. Il permesso è incluso nel prezzo dell’itinerario e viene gestito direttamente dall’operatore locale.
Si paga con carta o servono contanti?
Dipende da dove ci si trova. A Bishkek le carte di credito funzionano senza problemi. Nelle zone remote — campi di yurte, villaggi, Song Kul — si paga esclusivamente in contanti. Conviene portare dollari americani in buone condizioni (preferibilmente tagli da $100) e cambiare in Som kirghiso una volta arrivati. Non fare affidamento sui bancomat fuori dalle città principali.
Il Kirghizistan è sicuro?
Sì, è una destinazione sicura per i turisti. Il paese è generalmente stabile e la popolazione è ospitale. Le zone più delicate sono quelle vicino ai confini con Tagikistan e Uzbekistan nel sud estremo — ma questo itinerario non include quelle aree. Come in qualsiasi destinazione, è consigliabile prestare attenzione nelle zone affollate delle città e non girare da soli di notte.
Che livello di forma fisica serve?
Non è un viaggio di trekking tecnico — non sono richieste capacità alpinistiche o attrezzatura specializzata. Le camminate previste sono leggere o moderate. Quello che serve è abitudine a questo tipo di viaggio: molte ore di auto su strade di montagna, sistemazioni semplici, ritmi variabili. Chi viaggia regolarmente in destinazioni simili non avrà difficoltà.
Come sono le yurte? Cosa aspettarsi?
La yurta è la casa tradizionale dei nomadi kirghisi — una struttura circolare ricoperta di feltro che mantiene il calore anche nelle notti fredde d’alta quota. Dormire in una yurta è una delle esperienze più autentiche del viaggio, ma richiede spirito di adattamento.
In questo itinerario le yurte sono un mix — dipende dalla zona. Alcune tappe prevedono campi fissi con servizi condivisi in condizioni dignitose, altre yurte allestite dai nomadi in estate, più familiari e spartane. I bagni sono quasi sempre in comune e possono essere molto essenziali. Chi non ha mai fatto campeggio potrebbe trovarli impegnativi — ma è parte dell’esperienza, non un difetto.
Quello che non cambia è il comfort termico: il feltro isola bene anche nelle notti fredde d’alta quota. E l’atmosfera — dormire in una yurta nel silenzio di Song Kul a 3.000 metri è una di quelle esperienze che si ricordano.








