Il mio primo viaggio in Cina risale a molti anni fa, quando ancora internet non era fonte di tante informazioni, non esisteva Google Translate e non ho vergogna ad ammettere che in alcune situazioni mi sono trovato in grande difficoltà. Non capivo la lingua, i segnali, come acquistare i biglietti del treno e perché la mia carta di credito venisse rifiutata ovunque. Accedere a internet, anche solo per comunicare con la famiglia, era un’impresa. Bisognava trovare un internet point e mostrare il passaporto.
Tornato a casa, ho pensato di non tornarci mai più. Invece ci sono tornato. E poi ancora. E a un certo punto ho smesso di contare.
La Cina ti disorienta, ti sfida, a volte ti esaspera, ma se le dai il tempo che merita, ti restituisce qualcosa che pochissimi posti al mondo riescono a darti: la sensazione di essere davvero altrove. Non altrove come quando cambia il paesaggio o la cucina, ma altrove nel senso profondo, come se le coordinate del mondo fossero cambiate.
Ogni volta che ci torno trovo qualcosa che non mi aspettavo, una città che non esisteva dieci anni fa, una regione che sembra un altro pianeta rispetto a quella visitata il mese prima, un piatto che non avevo mai mangiato e che diventa la cosa più buona che abbia assaggiato nell’ultimo anno.
In questa guida vi accompagnerò alla scoperta di uno dei Paesi che amo di più, affrontando tutti gli aspetti da considerare se state cominciando a pensare alla Cina come prossima destinazione di viaggio.
Le dimensioni della Cina, da non sottovalutare
La prima cosa da capire sulla Cina, e molti la sottovalutano, è quanto sia grande.
Pechino e Shanghai sono sulla stessa latitudine, tra loro ci sono quasi 1.300 chilometri. Il Xinjiang, a ovest, confina con il Kazakistan. Lo Yunnan, a sud, tocca il Myanmar e il Laos. Dentro questi confini ci stanno climi, paesaggi, lingue, cucine e culture così diverse che parlare di “Cina” come di un posto unico è quasi una semplificazione.
Questo significa una cosa concreta: non si può vedere la Cina. Si può vedere una parte della Cina. E anche chi ci va per la decima volta sa già che ne resterà fuori tantissima. Questa consapevolezza, invece di scoraggiare, dovrebbe liberare: scegli cosa vuoi vedere, fallo con calma, e lascia il resto per la prossima volta.
Sotto i dieci giorni, sinceramente, non ne vale la pena. Non perché la Cina sia inaccessibile con poco tempo, ma perché il jetlag è importante, le distanze sono grandi nonostante i treni super veloci e ci vuole qualche giorno per capire dove ci si trova. Dieci giorni sono il minimo; dodici o quattordici permettono di respirare un po’ di più. Con tre settimane di viaggio il circuito che si potrebbe seguire è incredibilmente vario.

Luoghi da visitare la prima volta in Cina
Se è la prima volta, esiste un circuito classico di 10 giorni che funziona per un motivo semplice: è facile e racchiude in poco tempo alcune tre le attrazioni principali del Paese: Pechino, Xi’an, Shanghai. Tre città, tre facce completamente diverse del paese.
Pechino è la Cina imperiale e politica: la Grande Muraglia (che non è una ma tante, e alcune sono quasi sassi nel deserto), Piazza Tiananmen, la Città Proibita, il Tempio del Cielo, il Palazzo d’Estate. È anche una città moderna, caotica, con una scena gastronomica enorme che va molto oltre l’anatra alla pechinese.
Xi’an è dove si va soprattutto per i guerrieri di terracotta, ma è un motivo sufficiente. Vedere quell’esercito di duemila anni fa, ancora sepolto per tre quarti, è una di quelle esperienze che non si dimenticano. Le mura cittadine sono le meglio conservate della Cina e si possono percorrere in bicicletta. La cucina qui comincia già a cambiare, diventa più speziata, si sentono le influenze della Via della Seta.
Shanghai è il futuro. O almeno una versione del futuro — sfolgorante, verticale, velocissima. Il Bund di notte, con i grattacieli di Pudong illuminati dall’altra parte del fiume, è uno di quegli skyline che sembrano finti da quanto sono belli. Ma Shanghai sa essere anche intima, nei vicoli degli hutong che resistono tra i cantieri, nei locali nascosti nei cortili delle case coloniali.
A questo scheletro si possono aggiungere molte cose: Chengdu per i panda e la cucina del Sichuan (che è piccante come quasi niente al mondo), Zhangjiajie, chiamate le Montagne di Avatar, per quei paesaggi che sembrano usciti proprio da un film di fantascienza, Guilin e le sue colline carsiche riflesse nel fiume Li. Chi vuole uscire un po’dal circuito più tradizionale, può spingersi a Datong per le grotte di Yungang, o a Suzhou e Hangzhou per i giardini classici e la tranquillità che Shanghai non ha.

I posti che amo di più e che consiglio a chi ha più di 10 giorni o vuole qualcosa di poco convenzionale
Se mi chiedi dove tornerei per la millesima volta, ti dico lo Yunnan e la Via della Seta. Sono due luoghi completamente diversi, ma hanno in comune una qualità rara: ti fanno sentire lontano da tutto.
Lo Yunnan è la regione del lontano sud-ovest, al confine con il Myanmar, il Laos e il Vietnam. Dali e Lijiang sono cittadine con centri storici di pietra grigia e tetti curvi, circondate da montagne e laghi. Shangri-la, a tremila metri di quota, ha un monastero tibetano che sembra galleggiare sopra la città. Nel sud della regione, a Yuanyang, ci sono le risaie a terrazza che riflettono il cielo all’alba in un modo visto in tante fotografie ma che dal vivo è comunque una sorpresa. Lo Yunnan è anche la regione con la maggiore concentrazione di minoranze etniche della Cina: un viaggio qui è un viaggio in un’altra storia.
La Via della Seta è un’altra cosa ancora. Da Xi’an si risale verso ovest, si attraversa il corridoio di Hexi — quell’insospettabile striscia di terreno tra il deserto del Gobi e le montagne — si arriva a Dunhuang, dove le grotte di Mogao conservano affreschi buddisti di mille anni fa. Poi il paesaggio cambia di nuovo: il Xinjiang è Asia centrale, non Cina orientale. Urumqi, Turpan, Kashgar con il suo bazar domenicale che sembra un set cinematografico. È una delle regioni più complesse e affascinanti che io abbia mai attraversato.

Internet, pagamenti e tutto quello che nessuno ti dice prima
Queste sono le cose pratiche che fanno la differenza tra un viaggio frustrante e uno che funziona. Le metto insieme perché sono collegate.
- Internet. Il governo cinese blocca tutto: Google, Gmail, WhatsApp, Instagram, la maggior parte delle app occidentali. Una VPN risolve il problema, ma le VPN più famose spesso vengono bloccate — i blocchi sono dinamici, cambiano di frequente. Prima di partire, verificate quale VPN funziona in quel momento. Negli ultimi tempi molti viaggiatori usano le e-SIM con dati internazionali, che aggirano il firewall perché il traffico non passa dalla rete cinese. È la soluzione più semplice. Google Maps non funziona bene in Cina — la posizione GPS è imprecisa o inutilizzabile. L’alternativa vitale è Amap, che è la mappa usata da tutti i cinesi ed è precisa, nonché in inglese.
- Pagamenti. La Cina è quasi cashless, ma i sistemi di pagamento sono Alipay o WeChat Pay — non le carte di credito internazionali, che funzionano solo nei grandi alberghi e nei ristoranti di lusso. Alipay e WeChat vanno configurati prima di partire: richiedono il caricamento del passaporto e il collegamento a una carta di credito. Non lasciate questo per l’ultimo giorno. WeChat, in più, è la app di messaggistica usata da tutti in Cina — serve per comunicare, per trovare informazioni, per aggiungere contatti. Per pagare, o si scannerizza il QR code del negoziante, o si mostra il proprio codice a barre. Il contante esiste ancora ma è sempre meno accettato, e il cambio si fa in banca con il passaporto.
- Alberghi. Non tutti gli alberghi cinesi accettano stranieri, alcuni non hanno le autorizzazioni, altri non sanno come inserire i dati del passaporto nel sistema. Booking e Agoda non lo dicono chiaramente. Trip.com è molto più affidabile su questo. I livelli di classificazione cinesi non corrispondono a quelli occidentali: un quattro stelle cinese nelle città di seconda fascia non è un quattro stelle europeo. Le grandi catene internazionali sono più prevedibili.
- Treni. Il sistema ferroviario cinese è straordinario: i treni ad alta velocità collegano quasi tutte le città principali e sono puntuali, comodi e spesso più rapidi dell’aereo se si considera il tempo di check-in. La differenza di velocità tra un treno ad alta velocità e un treno locale può essere enorme sulla stessa tratta — sempre verificare cosa si sta comprando. I biglietti si possono acquistare dall’app 12306 o da Trip.com, ma solo a partire da 15 giorni prima della partenza. Sulle tratte più frequentate e durante le feste nazionali cinesi i biglietti finiscono molto presto: pianificare in anticipo è una necessità. Ogni città ha spesso più stazioni, consiglio di controllare sempre in quale si parte e si arriva. Le stazioni funzionano come gli aeroporti: ci sono il check-in e i gate, i bagagli passano ai raggi X, non si arriva all’ultimo minuto.
Il cibo
Potrei scrivere una guida solo sul cibo. La cucina cinese non è una: è decine di cucine regionali che hanno in comune pochissimo. La cucina cantonese del sud — delicata, con dim sum e frutti di mare — non ha nulla a che fare con quella del Sichuan, che è piccante e intorpidente grazie al pepe locale, un’esperienza sensoriale che non si dimentica.
La cucina dello Yunnan usa ingredienti che non trovi altrove, funghi, fiori, erbe di montagna. A Xi’an e lungo la Via della Seta si mangia agnello speziato, pane piatto, noodles tirati a mano. A Shanghai la cucina è più dolce, più raffinata, influenzata da secoli di commerci internazionali.
Il cibo di strada è spesso la cosa migliore. I dumpling al vapore, i noodles serviti in brodo alle sei del mattino, le patate fritte con peperoncino comprate da un carretto, il tofu fermentato che odora di qualcosa che non riuscireste a descrivere tutto questo fa parte del viaggio quanto la Grande Muraglia.

Gli errori che vedo fare più spesso
Ci sono pochi errori ricorrenti che vedo fare a molte persone che partono per la Cina. Non sono solo errori di logistica, sono anche errori di aspettativa. La cosa più importante da capire prima di partire è che si sta per andare in un paese dove il modo di pensare e di vivere la vita è genuinamente diverso dal nostro. Chi parte aspettandosi di comportarsi come a casa propria — con gli stessi ritmi, le stesse aspettative, la stessa logica — si scontra con una realtà che non corrisponde, e la frustrazione è quasi inevitabile.
Il primo errore è perdere la calma. In Cina non serve a niente: non si risolve nulla e si perde energia. Le cose funzionano con tempi e priorità diversi dai nostri. L‘adattamento — la capacità di accettare che le cose vadano in modo inaspettato senza trasformarlo in un problema — è la cosa più importante che si possa portare in valigia.
Il secondo è sottovalutare le distanze, l’ho già detto più volte e lo ripeto perché è tra le principali fonti di frustrazioni che ho riscontrato. Quello che sulla mappa sembra vicino spesso non lo è. E i trasferimenti si sentono, anche quando vanno bene.
Il terzo è fare itinerari troppo pieni. La Cina è il posto dove ho visto più viaggiatori essere esausti dopo solo tre giorni perché avevano pianificato troppo. Meglio vedere meno e capire di più. Un posto visitato con calma vale più di cinque visti di corsa.
Gli altri due errori tipici sono pratici ma altrettanto importanti: arrivare senza Alipay (o WeChat) configurato significa dipendere dalle strutture che accettano carta, che sono molte meno di quante si pensi, a quel punto meglio affidarsi ai soli contanti da cambiare in banca.
E poi sottovalutare la barriera linguistica, soprattutto fuori dalle grandi città turistiche. Non è insormontabile: si improvvisa, si usa il traduttore, spesso si ride insieme. Ma bisogna arrivarci pronti, senza aspettarsi di cavarsela come in Europa.

Quando andare in Cina
Il periodo considerato migliore sono la primavera e l’autunno (con un occhio alla Golden week, in cui sconsiglio di viaggiare). Ma è anche vero che la scelta del periodo dipende in buona parte anche da dove vuoi andare. La Cina è grande abbastanza da avere climi completamente diversi nello stesso mese.
Primavera (marzo-maggio) è il momento in cui il paese si risveglia. Le temperature sono miti, i paesaggi fioriti, e le folle non hanno ancora raggiunto il picco estivo. Aprile e maggio sono particolarmente belli per visitare il nord — Pechino, Xi’an, la Grande Muraglia — e le regioni interne come Zhangjiajie e Guilin. Tenete però in considerazione la possibilità di tempeste di sabbia in arrivo dal deserto del Gobi.
Autunno (settembre-novembre) è il mio periodo preferito in assoluto. Settembre vede meno turisti rispetto all’estate, temperature gradevoli, e una luce che cambia il carattere di ogni paesaggio. Le risaie di Yuanyang, le foreste di Zhangjiajie, i giardini di Suzhou — tutto è più bello in autunno. Ottobre aggiunge i colori delle foglie, novembre svuota i luoghi più affollati.
Estate (luglio-agosto) è calda, umida e affollata. Le temperature possono superare i 32°C nelle città del nord e del centro, con umidità molto alta nella fascia costiera. Se siete abituati a camminare molto e a stare fuori durante il giorno, l’estate in Cina è faticosa. Non impossibile, ma complicata per chi non sopporta temperature elevate. Le coste e le zone di montagna sono più sopportabili.
Inverno (dicembre-febbraio) è freddo al nord — Pechino può scendere molto sotto zero — ma ha i suoi vantaggi: i musei sono quasi vuoti, i prezzi scendono, e la gelida Harbin con il suo festival del ghiaccio è una delle esperienze più particolari che la Cina offre. Il sud, invece, rimane mite tutto l’anno.
Il Capodanno cinese. Cade tra fine gennaio e metà febbraio (la data cambia ogni anno) ed è una delle celebrazioni più grandi al mondo. Troppa gente, tutto in movimento, il caos. Non è un periodo che consiglio per visitare la Cina: treni esauriti non appena i biglietti sono disponibili, alberghi pieni, prezzi alti, e una logistica che diventa molto più complicata del solito. Se capitate in Cina in quel periodo per altri motivi, l’atmosfera può essere affascinante, ma organizzare un viaggio appositamente intorno al Capodanno cinese richiede una pianificazione molto anticipata e una buona dose di pazienza.
La Golden Week di ottobre: da evitare. Il primo ottobre inizia la Golden Week, una delle due settiman in cui il governo concede un periodo di riposo prolungato in occasione delle feste nazionali. Dal 1 al 10 ottobre la Cina si sposta tutta insieme: come detto non si trovano né alberghi né treni, i luoghi turistici sono sovraffollati e i prezzi salgono. È il momento peggiore dell’anno per visitare il paese. L’8 e il 9 ottobre iniziano ad essere vivibili ma dipende da come cade il calendario quell’anno, ma in generale il consiglio è di stare alla larga dall’intera prima settimana di ottobre.

Come arrivare in Cina dall’Italia
Ci sono voli diretti da Milano e Roma per Pechino con Air China, con una durata di circa dieci ore. Il volo diretto per Pechino è la soluzione più comoda perché evita scali e si atterra direttamente nella capitale, punto di partenza naturale per quasi tutti gli itinerari classici. Sono comunque sempre più le compagnie che collegano direttamente Italia e varie parti della Cina.
I prezzi variano molto a seconda del periodo: a settembre, che è uno dei mesi migliori per visitare la Cina, si trovano voli andata e ritorno intorno ai 700€ a persona. Verso ottobre i prezzi tendono a salire. Per avere le tariffe migliori conviene cercare con qualche mese di anticipo e avere flessibilità sulle date di partenza.
Al momento i cittadini italiani non hanno bisogno di visto per entrare in Cina (esenzione valida fino al 31 dicembre 2026 — verificare sempre prima di partire in caso di aggiornamenti).
Cosa vedere in Cina: i luoghi da non perdere
La Cina ha così tante destinazioni straordinarie che scegliere può sembrare impossibile. Ho raccolto una guida dedicata ai luoghi da vedere la prima volta, con i posti imperdibili divisi per regione e per tipo di esperienza: Cosa vedere in Cina la prima volta
Quanto costa un viaggio in Cina
La Cina è fondamentalmente un paese economico, ma con una precisazione importante: lo è per chi ha adattamento e riesce a muoversi nel sistema locale. Per chi dipende da strutture pensate per stranieri, dai ristoranti nelle zone turistiche e dai servizi in inglese, i costi salgono rapidamente.
I voli sono la voce più consistente: da Milano o Roma per Pechino si trovano voli diretti con Air China intorno ai 700€ andata e ritorno a settembre. I prezzi aumentano verso ottobre e in alta stagione estiva. Conviene prenotare con tre o sei mesi di anticipo.
Il visto al momento non è richiesto per i cittadini italiani fino al 31 dicembre 2026 — un vantaggio non da poco che semplifica molto la pianificazione.
Il cibo è una delle voci più economiche. Si mangia bene e a poco: street food e ristoranti locali permettono di coprire i tre pasti con 8-15€ al giorno. Un pasto in un ristorante cinese di buon livello a Pechino o Shanghai costa 10-15€ a persona. Se si mangiano solo cucina locale e cibo di strada si spende molto meno. I prezzi salgono se si scelgono ristoranti occidentali o internazionali.
I trasporti urbani sono economici: una corsa in metro a Pechino o Shanghai costa 2-6 yuan, meno di un euro. Didi — l’equivalente di Uber, integrato in Alipay — è pratico e conveniente per gli spostamenti più lunghi in città.
Gli ingressi ai siti variano. La Città Proibita costa circa 60 yuan (8€) in alta stagione, 40 yuan in bassa stagione. La Grande Muraglia a Mutianyu circa 50 yuan (7€). I Guerrieri di Terracotta a Xi’an 120 yuan (16€). Molti musei importanti — tra cui il Museo Nazionale di Pechino e il Museo di Shanghai — sono gratuiti con il passaporto. I parchi naturali e i siti paesaggistici tendono a costare di più.
I treni ad alta velocità sono una delle voci che incide di più nel budget, ma valgono ogni euro. Pechino-Xi’an in seconda classe costa intorno a 50-70€; Xi’an-Shanghai circa 60-80€. Sono puntuali, comodi e molto più veloci dei treni europei sulle stesse distanze.
Mettendo tutto insieme, un range realistico per un viaggio di 10-14 giorni, voli inclusi:
Chi viaggia in modo essenziale, con alta adattabilità e buon cinese: 1.500-1.800€ — Budget medio, il più comune: 1.800-2.500€ — Con hotel di buona categoria, servizi privati e voli interni: 2.500-4.000€ e oltre
I nostri tour privati partono da €1.820 a persona per 10 giorni con hotel 4 stelle e includono guide, trasporti, ingressi e pasti indicati nel programma, una soluzione che fa risparmiare molto tempo e stress, specialmente per chi affronta la Cina per la prima volta.

Tre idee di itinerario (10, 12 e 14 giorni)
Tre circuiti diversi, tre Cine diverse. Tutti privati e su misura, il che significa che si possono modificare, allungare, ridurre, adattare ai voli che trovate o alle cose che vi interessano di più.
Essenza di Cina — 10 giorni · Da €1.820 a persona (base 2 persone)
È il circuito che consiglio a chi viene in Cina per la prima volta e non sa bene da dove cominciare. Pechino, Xi’an, Shanghai: tre città che non si somigliano per niente, e che insieme danno un’idea abbastanza chiara di quanto questo paese sia vario.
A Pechino si comincia dall’inizio — la Città Proibita, il Tempio del Cielo, la Grande Muraglia. A Xi’an c’è l’esercito di terracotta, che abbiamo visto è una di quelle cose che nella vita vale la pena vedere almeno una volta. Shanghai chiude il cerchio con la Cina contemporanea: il Bund di notte, i grattacieli di Pudong, la Concessione Francese.
Dieci giorni sono il minimo che raccomando. Non si vede tutto, ma si capisce abbastanza per tornare con le idee più chiare su cosa approfondire la prossima volta.

Cina Classica estesa — 14 giorni · Da €2.600 a persona (base 2 persone)
Per chi ha già visto il circuito base — o per chi vuole fare le cose per bene fin dalla prima volta e ha quattordici giorni a disposizione. Si parte da Pechino con la Grande Muraglia e la Città Proibita, si prosegue per Xi’an con i guerrieri di terracotta, e poi si scende verso sud in territori che molti non si aspettano.
Zhangjiajie è il posto che ha ispirato le montagne fluttuanti di Avatar e dal vivo è ancora più assurdo di come appare nei film. Migliaia di colonne di quarzite che emergono dalla nebbia, passerelle sospese nel vuoto, una funivia che sale per 326 metri in pochi secondi. Non è un paesaggio che si dimentica facilmente.
Da lì si raggiunge Guilin, con una crociera sul fiume Li tra i picchi carsici — uno dei percorsi più fotografati della Cina, e uno dei pochi casi in cui le fotografie non mentono. Si chiude a Shanghai.
Quattordici giorni permettono di muoversi con più calma, di fermarsi dove vale la pena fermarsi, di non arrivare sempre stanchi alla tappa successiva.

Via della Seta — 12 giorni · Da €2.290 a persona (base 2 persone)
Questo è il mio preferito. L’ho fatto più volte e ogni volta trovo qualcosa che non avevo visto bene la volta precedente.
Si parte da Pechino, si passa per Xi’an — punto di partenza storico della Via della Seta — e poi si va verso ovest, sempre più lontano dalla Cina che la maggior parte delle persone immagina. Il corridoio di Hexi, quella striscia di terra tra il deserto del Gobi e le montagne, porta a Dunhuang: un’oasi nel deserto dove le grotte di Mogao conservano affreschi buddisti di mille anni fa, uno dei patrimoni artistici più straordinari dell’Asia.
Poi Turpan, con le sue rovine antiche e le montagne fiammeggianti. Urumqi e il Lago Celeste. E infine Kashgar, all’estremo ovest — la città dove la Cina finisce e l’Asia centrale comincia davvero. Il bazar della domenica di Kashgar, confermo che si tratta di uno dei mercati più autentici che possiate trovare: non un mercato per turisti, ma un posto dove la gente si incontra, contratta, mangia e fa affari da secoli.
Settembre è il mese migliore per questo itinerario: temperature ideali, luce bellissima, meno affollato rispetto all’estate.

Perché viaggiare in Cina
La Cina è il viaggio più complesso che abbia mai fatto. Non nonostante le difficoltà, ma anche per quelle, perché ogni ostacolo superato ti dà una soddisfazione che i viaggi facili non danno.
C’è qualcosa in questo paese che non si esaurisce. Forse sono le dimensioni, forse è la velocità con cui cambia — come dicevo all’inizio, ogni volta che ci torno trovo cose che non esistevano prima — forse è la sensazione che ci sia sempre un’altra regione da scoprire, un’altra cucina, un’altra storia da scoprire. Non so spiegarlo meglio di così. So solo che quando atterro a Pechino o a Shanghai e sento l’aria di quel posto, ho sempre la sensazione di essere esattamente dove voglio essere.
Se stai pensando di andarci, vai. Preparati bene, lascia margine agli imprevisti, e non cercare di vedere tutto. La Cina non si vede tutta. Si assaggia, si torna, si riassaggia.
Se vuoi farlo nel modo giusto, siamo qui per questo. Organizziamo viaggi su misura in Cina — privati, costruiti intorno a quello che ti interessa davvero — e possiamo aiutarti a orientarti tra le mille sfide pratiche del paese, scegliere il circuito più adatto a te e pianificare ogni dettaglio prima che tu parta. Scrivici e raccontaci cosa stai pensando.






