Cosa vedere in Etiopia – Luoghi da non perdere in viaggio

In questi ultimi anni la fama dell’Etiopia come destinazione di viaggio è cresciuta in maniera inaspettata. Questo angolo in Africa orientale è diventato importantissimo per comprendere la nostra storia.  Fu qui infatti che gli antichi ominidi si misero eretti per la prima volta, basta andare al Museo Nazionale di Addis Abeba per conoscere Lucy, i resti dell’ominide più antico ritrovato nel Paese, titolo che ha portato a considerare l’Etiopia culla dell’umanità

Ma il contributo dell’Etiopia alla storia del mondo va ben oltre. 
L’Etiopia infatti ospita una delle più antiche comunità cristiane del mondo, una ancora più antica ebrea, ed è anche il luogo in cui i primi musulmani trovarono rifugio quando furono perseguitati nella loro terra.
Si presume anche che all’interno della cappella di una chiesa di Axum si trovi l’Arca dell’Alleanza, la cassa biblica portata da Mosè dal Monte Sinai.
Volendo andare ancora più indietro nel tempo, è sempre in Etiopia che si dice che la regina di Saba abbia avuto il suo palazzo in cui diede alla luce un figlio, figlio di re Salomone, antenato di tutti gli imperatori etiopi fino ad Haile Selassie.

Nonostante il suo illustre passato, anni di carestia e guerra hanno tenuto il turismo lontano da questa terra che in questi anni sta vivendo un cambio di tendenza ed una impennata nel settore turistico.
La maggior parte dei visitatori si concentra, con buone ragioni, sugli altopiani settentrionali.  Patria dei popoli cristiani Amhara e del Tigray, gli altopiani montuosi del nord offrono un concentrato di tesori storici a dir poco sensazionali, come per esempio minuscoli monasteri più antichi di qualsiasi cattedrale europea e chiese scolpite nella roccia piene abbellite da arte medievale e dipinti stupendi.
I principali siti turistici del nord includono il lago Tana, su cui si affaccia la graziosa cittadina di Bahr Dar, dove si trova la fonte del Nilo azzurro, la cui superficie è affollata da minuscole isole boscose che nascondono monasteri del XVI secolo. Poco distante si trova Gonder, l’antica capitale imperiale, che ospita alcuni dei più bei castelli e palazzi dell’Africa, tanto da essere chiamata la Camelot d’Africa.  Axum che ha una delle più grandi collezioni di siti archeologici nell’Africa sub-sahariana e sede delle impressionanti e grandiose stele.  Le spettacolari chiese di Gheralta, le chiese più inaccessibili del mondo ed ovviamente la splendida Lalibela, anche chiamata la Nuova Gerusalemme, le cui 11 chiese scavate nella roccia rappresentano la perfezione architettonica di un ambizioso progetto. 

Ma l’Etiopia non ha solo monumenti storici unici nel mondo, offre anche panorami e paesaggi montani tra i più mozzafiato dell’Africa, come le montagne Simien, alte 4.000 metri, e le curiose chiese del Tigray, a Gheralta per l’esattezza, in cui al trekking si abbina la scalata sulla roccia per visitare alcune delle chiese più inaccessibili del mondo! 

Basta proseguire per qualche ora per arrivare a Mekele, base di partenza per l’eccitante tour nella depressione della Dancalia, considerato il luogo più inospitale del mondo abitato dai noti Afar, alla scoperta di Dallol, il lago salato Assal e scalare fino al cratere dell’Erta Ale.

Al sud del Paese si raggiunge invece la regione tribale, la Omo Valley, in cui si concentrano numerose tribù differenti tra loro, che regalano un viaggio etnografico unico in tutto il continente. 

E’ chiaro quindi che l’Etiopia ha davvero tantissimo da offrire, e sa fare contenti tutte le tipologie di viaggiatori. Scopriamo assieme i luoghi più importanti del Paese, quelli che non dovrebbero mancare nel tuo itinerario di viaggio! 

Addis Abeba

La vivace capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, si trova geograficamente nel mezzo di questo grande Paese a 2355 m sul livello del mare, garantendo un clima temperato 12 mesi l’anno.
Addis Abeba rappresenta il centro culturale d’Etiopia, grazie ai numerosi ed importanti musei e le università.
Addis è una città che cresce velocemente e che ha molto da offrire ai visitatori, tra le principali attrazioni non potete perdere l’enorme mercato, Merkato, uno dei più grandi mercati d’Africa, il Museo Nazionale, in cui si trovano i resti di Lucy (australopiteco afarensis), il museo etnografico in cui poter scoprire le tradizioni del Paese, il Red Terror Museum monumento ai martiri che hanno combattuto contro la violenta campagna militare del dittatore Mengistu. 
Chi volesse scappare dal traffico della città può visitare il nuovissimo Unity Park che si trova nel palazzo imperiale di uno dei più grandi imperatori dell’Etiopia, Menelik II.

Merkato Addis Abeba
Merkato Addis Abeba

Bahir Dar

Le origini di Bahir Dar risalgono al sedicesimo o diciassettesimo secolo. Situata all’estremità meridionale del lago Tana, Bahr Dar offre accesso sia al lago ed alle numerose isole in cui si trovano i monasteri, sia alle cascate del Nilo Azzurro.
La città caratterizzata da ampi viali fiancheggiati da palme e giardini traboccanti di vegetazione tropicale, è un luogo di notevole importanza economica e commerciale. 

Oltre i monasteri nel lago Tana vale la pena visitare anche i due mercati della città: il mercato generale, molto vivo il Sabato, che espone tessuti colorati ed alimentare, incluso il caffè ed il mercato lungo la strada, specializzato in cestini. 
Con un tour di mezza giornata dalla città si possono raggiungere le cascate del Nilo Azzurro che danno il meglio durante, o subito dopo, la stagione delle piogge.

lago tana
Bahr Dar

Gondar

Il castello di Gondar, soprannominato il Camelot d’Africa, non è un singolo castello, ma è invece il nome dato all’intero complesso di castelli e palazzi della zona. La più antica e impressionante delle strutture imperiali di Gondar è il palazzo a due piani dell’imperatore Fasilidas, costruito con pietre di basalto marrone scavate grossolanamente tenute insieme con un mortaio.
Altri edifici nel quartiere imperiale includono la biblioteca dell’Imperatore Yohannes 1, figlio di Fasilidas, una struttura a due piani a forma di cubo con una scala esterna e un tetto a cappello parapetto; il castello dell’imperatore Iyasu 1,  figlio di Yohannes; la grande sala, detta la casa del canto dell’Imperatore Dawit 11, in cui un tempo si svolgevano numerose cerimonie, la lunga sala di ricevimento e banchetto dell’Imperatore Bakaffa; e il grande palazzetto a due piani, splendidamente decorato con croci etiopi in tufo color malva. Il complesso del palazzo è anche il sito della tomba di uno dei più straordinari viaggiatori stranieri del diciannovesimo secolo in Etiopia: l’amico intimo dell’imperatore Tewodros Walter Plowden, un tempo console britannico.

Oltre alle belle strutture del complesso imperiale, i visitatori dovrebbero vedere il palazzo di Ras Mika’el Sehul e la casa dell’Echege.
Diverse strutture Gondarine notevoli sono da vedere fuori città. Il più imponente, situato nella valle del fiume Kaha, a sud di Gondar, è un palazzo balneare ben conservato variamente attribuito a Fasilidas o Iyasu I. Si erge in una depressione rettangolare, ben murata, che viene riempita d’acqua una volta all’anno per il Timkat, l’Epifania che si celebra il 19. 

Gondar fu anche sito di numerose e bellissime chiese, alcune delle quali sono sopravvissute fino ad oggi.
Forse la più bella è quella di Debre Birhan Selassie che si erge su un terreno rialzato a circa mezz’ora di cammino verso nord-est. 

festival Ethiopia

Montagne Simien

Alte montagne, profonde gole e prati lussureggianti compongono questo maestoso parco nazionale e patrimonio mondiale dell’UNESCO, noto soprattutto per i suoi paesaggi drammatici e le eccellenti opportunità di trekking.
È possibile organizzare escursioni di più giorni, 3 o 5 fino a 12. Chi non desidera fare trekking impegnativi ma non vuole perdersi questo parco splendido potrà invece ammirare gli splendidi dintorni con un tour di un giorno e non particolarmente impegnativi trekking. 

Uno dei punti salienti della visita al Parco nazionale dei Monti Simien è la possibilità di avvistare i babbuini Gelada, endemici degli altopiani etiopici e facilmente individuabili all’interno del Parco Nazionale. Questi babbuini sono anche conosciuti come le “scimmie dal cuore sanguinante” grazie alla macchia di pelle sul petto il cui colore rosso varia a seconda dello stato sociale del maschio e dello stato riproduttivo della femmina. L’altro punto forte è la vista spettacolare della cascata di Jinbar, accessibile dalla strada principale o una breve camminata di 2 ore dal Simien Mountains Lodge.

Lalibela

Le leggende raccontano che, 1.000 anni fa, un uomo avvelenato fu portato in paradiso dagli angeli e gli fu mostrata una città mozzafiato di chiese scavate nella roccia.  Dio stesso gli ordinò di tornare sulla terra e ricreare quanto visto.

Il risultato è stato Lalibela.
Attrazione principale d’Etiopia ed una delle meraviglie architettoniche d’Africa, con le sue dieci chiese scavate nella roccia rappresentano il punto più alto di un’antica tradizione edilizia etiope.

Lalibela è un sito religioso vivo e vitale, se si abbina poi la visita ad uno degli eventi religiosi del Paese, ed essere qui durante una delle principali festività cristiane, quando migliaia di pellegrini vestiti di bianco si riversano in città, è testimoniare il cristianesimo nella sua forma più grezza e potente.

Axum

A vederla oggi, la piccola e polverosa città di Axum (Aksum) viene quasi difficile pensare che sia stata una delle città più importanti e potenti d’Africa.
La sua influenza si estese su una vasta fascia dell’Africa nord-orientale e dell’Arabia meridionale.
Oggi, ci sono ancora ricordi di quei giorni di gloria; una manciata di stele eD un gruppo di tombe e mausolei. Ma anche con questi resti fisici sappiamo ancora poco sull’antico Axum.
Chi ha costruito queste stele e perché? Ci sono davvero tesori segreti nascosti in tombe sigillate? Axum era davvero una volta la capitale della regina di Saba? E, cosa più interessante, la piccola cappella al centro della città contiene davvero l’originale Arca dell’Alleanza

Questi i misteri di Axum, piaccola e piacevole cittadina del Tigray, le cui rovine fanno solo immaginare la forza dell’impero che fu un tempo.

axum

Gheralta

Nella regione montuosa nord-orientale d’Etiopia si trovano le spettacolari Chiese del Tigray, alcuni dei luoghi di culto ortodossi più antichi e meglio conservati del Paese. N
ella regione si trovano quasi 120 chiese divise in 5 gruppi principali.
Non sono tutte accessibili ai turisti ed è necessaria una guida per poterle raggiungere facendo dei trekking piuttosto impegnativi e nei casi più estremi, arrampicata su pareti verticali e passaggi su sottili lembi di roccia sospesi nel vuoto.
Il gruppo che si è soliti visitare è quello di Gheralta, in cui si trovano 3 delle più impressionanti Chiese del Tigray: Abuna Yemata, Maryam Korkor e Daniel Korkor.

Depressione della dancalia

Nella regione Afar, nel nord dell’Etiopia, si trova una vasta pianura desertica chiamata la depressione della Dancalia, conosciuta anche come il luogo più inospitale della terra.
La Dancalia . si trova a circa 125 m sotto il livello del mare ed è uno dei luoghi più caldi e inospitali della Terra: le temperature variano tra i 35 gradi ai 50 durante l’estate. 
Numerose sorgenti di zolfo, vulcani, geyser, pozze acide, vaste saline e colorati laghi carichi di minerali punteggiano l’area, che si è formata sopra la divergenza di tre placche tettoniche.
L’attività vulcanica riscalda l’acqua di sorgente, portando zolfo e ferro in superficie, lasciando depositi gialli, verdi e arancioni.
Oggi la Dancalia è aperta ai turisti più intrepidi, che non si spaventano delle alte temperature e sono pronti a vivere l’avventura dormendo sotto le stelle e senza alcun tipo di comfort.
Una destinazione che permette di immergersi totalmente, e non con poche fatiche, in uno dei luoghi più spettacolari del mondo! 

Harar

Harar è probabilmente l’unica città d’Etiopia che si visita esclusivamente a piedi per scoprire la suggestiva Città Vecchia, Jugal.
Le mura che circondano la  sacra città musulmana furono costruite tra il XIII e il XVI secolo.
La città antica conta bene 368 stradine e vicoli concentrate in solo 1 chilometro quadrato. In questo spazio limitato si trovano 2.000 case tradizionali, ma anche 82 moschee,  tanto da essere considerata la quarta città santa dell’Islam, alcune risalenti al 10° secolo, innumerevoli santuari e tombe.
Una città da non perdere e che racconta un’Etiopia differente da quello che si è già visitato e che permette di perdersi nel suo colorato labirinto.

Omo Valley

Nel remoto sud del paese scoprirete una faccia d’Etiopia che contrasta completamente con i freschi altopiani cristiani del nord. 
La valle dell’Omo rappresenta l’Africa tribale, selvaggia e colorata in cui le tradizioni sono più forti che mai. 
Questa regione ospita una moltitudine di gruppi tribali molto differenti tra loro nonostante la vicinanza geografica, tra cui il popolo Hamer, famosa per l’evento di passaggio del salto dei tori, i Mursi, le cui donne indossano enormi dischi labiali, i Kara famosi per i dipinti corporali e molti altri ancora.
Viaggiare nella valle dell’Omo è un’avventura vera e propria che richiede grande spirito di adattamento.
Non ci sono trasporti pubblici che rendono le connessioni semplici, le strade sono in pessime condizioni e spesse volte servono ore per coprire pochi chilometri, gli hotels sono pochi e di qualità discutibile, ma solo qui potrete vivere a contatto con tradizioni ancestrali ed antiche. Una esperienza unica in tutto il continente e, probabilmente nel mondo!

Approfondisci leggendo:Tribù della Omo Valley

Montagne Bale

Situato a 400 km a sud-est di Addis Abeba, il Parco nazionale delle Bale Mountains vanta un paesaggio straordinariamente vario.
Le Montagne Bale contengono eco-regioni distinte tra loro e che rendono il parco unico nel Paese.  L’altopiano Sanetti si mantiene su una media di 4.000 metri sul livello del mare e comprende la vetta più alta degli altopiani dell’Etiopia meridionale. 

Questo altopiano ondulato è caratterizzato da numerosi laghi e paludi glaciali ed è circondato da alte creste e cime vulcaniche.
Le pendici meridionali sono invece coperte dalla lussureggiante e in gran parte inesplorata Foresta di Harenna.

La vasta estensione dell’habitat Afro-alpino del parco è la più grande del continente e la sua umida foresta tropicale è la seconda più grande in Etiopia.
Il parco ospita più mammiferi endemici di qualsiasi altra area di dimensioni simili su questo pianeta e qui si trovano due animali endemici del Paese: il lupo etiope e la montagna nyala.
L’interessante biodiversità, come gli ecosistemi alpini e forestali e la storia culturale delle montagne Bale non sono gli unici motivi per cui il parco è così importante per il Paese.
L’acqua che scorre su queste montagne è la linfa vitale per 10-12 milioni di persone e fornisce energia idroelettrica alla regione. 

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Giulia Raciti

Esperta di viaggi in Latino America ed Africa, viaggia dal 2011 zaino in spalla alla scoperta di destinazioni meno battute. Specializzata in safari in Tanzania, viaggi su misura alle Galapagos, Patagonia Argentina e viaggi tribali in Etiopia. Le sue grandi passioni!