Il Festival dei Cacciatori con le aquile in Mongolia

Post pubblicato: Maggio 28, 2025
Ultimo aggiornamento: Marzo 5, 2026
Scritto da: Giulia Raciti
Festival aquile mongolia

Il Festival dei Cacciatori con le aquile, noto come “Altai-Berkut” nella Mongolia occidentale, si tiene tradizionalmente verso fine Settembre (scopri questo itinerario pensato proprio per permettere la partecipazione a questo evento), quando la regione del Bayan Ulgii si prepara per l’arrivo dell’inverno.

Questo evento annuale riunisce cacciatori provenienti da ogni angolo della regione per partecipare a una spettacolare competizione di caccia con le aquile, celebrando così la ricca tradizione della caccia con rapaci nell’area.

L’antica pratica di cacciare con le aquile ha radici profonde nella cultura dei nomadi kazaki. Durante il festival, i partecipanti mostrano le loro abilità di caccia a cavallo utilizzando magnifiche aquile reali che reggono con sicurezza sul braccio protetto da un imponente guanto.

L’aquila reale, con il suo possente corpo che può raggiungere i 7 kg di peso, è un rapace maestoso che incarna la potenza e la grazia. Con un’apertura alare che può superare i 2,30 metri e un becco robusto e ricurvo, l’aquila reale è un predatore formidabile che caccia principalmente volpi, marmotte e a volte anche lupi. Le femmine di aquila, con le loro dimensioni maggiori, sono particolarmente apprezzate dai cacciatori kazaki per le loro capacità di caccia.

L’addestramento di queste aquile è un processo lungo e impegnativo che inizia fin da piccoli, utilizzando pelli di animali come prede finte. Il legame che si crea tra il cacciatore e l’aquila durante questo periodo di addestramento è profondo e duraturo. Una volta che il rapace ha perfezionato le sue abilità di caccia, viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Durante il periodo invernale, quando la Mongolia si copre di neve e le pellicce sono più pregiate, ha luogo la vera sfida di abilità e velocità tra i cacciatori e le loro aquile.

Le quile sono bendate con un cappuccio fino all’avvistamento della preda, quando vengono lanciate in aria per poi precipitarsi a picco sulla preda con estrema precisione. Questo spettacolare spettacolo non solo mette in mostra la maestria dei cacciatori e delle loro aquile, ma rappresenta anche un momento di unione e celebrazione della comunità prima dell’arrivo del rigido inverno.

Oltre alla competizione di caccia, il Festival dei Cacciatori delle Aquile è arricchito da feste con danze e canti tradizionali, che aggiungono un’atmosfera festosa e coinvolgente all’evento. Con circa 450 cacciatori tradizionali ancora attivi nella regione del Bayan Ulgii, questo festival è un omaggio alla millenaria tradizione della caccia con le aquile e rappresenta un momento fondamentale di condivisione e celebrare le antiche pratiche culturali.

Le montagne Altai

Le montagne Altai costituiscono una distesa maestosa che separa la Mongolia da Russia e Cina, e si ergono come un’incredibile cornice naturale. Qui, si innalza il monte più alto, Huiten Uul, uno dei cinque picchi del Tavanbogd (letteralmente “i cinque sacri”) dove le tre nazioni si uniscono.

L’area è disseminata da una ventina di ghiacciai, con il ghiacciaio Potanina che si distingue come il più esteso. Questa regione è l’unica in Mongolia che offre la possibilità di trekking per almeno una settimana in un’unica località. La popolazione della regione è diversificata: sul lato mongolo, prevalgono i Kazaki, un popolo di lingua turca e religione musulmana. Le loro tradizioni e stili di vita sono rimasti più intatti rispetto a qualsiasi altro luogo in Kazakhstan.

Altai Tavanbogd National Park si divide tra Mongolia e Cina, mentre la Riserva Naturale di Silkhemiin Nuruu segna il confine con la Russia. Qui si possono ammirare laghi come Hoton e Dayan Nuur, arricchendo ulteriormente la bellezza di questa regione montuosa. Ma non dobbiamo dimenticare le montagne Altai nella provincia di Uvs e i picchi gemelli dei monti Turgen e Harhiraa, abbracciati da ghiacciai, offrono uno spettacolo mozzafiato a chi si avventura in queste terre.

Pietro Acquistapace

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Giulia Raciti

Sono in viaggio dal 2011, ininterrottamente. Non visito i posti che propongo — ci vivo, per mesi. Tanzania, Namibia, Etiopia, Madagascar, Galapagos e non solo: in alcuni ci ho messo radici per un periodo, in tutti sono tornata più volte per aggiornarmi e verificare sul campo. Conosco personalmente ogni operatore locale con cui collaboriamo. Dal 2012 mi occupo di viaggi su misura per chi vuole viaggiare in modo autentico, prenotando direttamente con chi il territorio lo vive ogni giorno.

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