La nostra policy sull’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è ormai parte di molti strumenti che utilizziamo ogni giorno. Anche noi la usiamo, ma con un principio molto semplice: può aiutarci a lavorare meglio, non può sostituire il nostro lavoro.
Per noi il travel design parte dalla conoscenza delle destinazioni, dall’esperienza, dall’ascolto e dalla capacità di capire che cosa abbia davvero senso per una persona. Sono aspetti che non vogliamo affidare a un algoritmo.
Dove utilizziamo l’intelligenza artificiale
Utilizziamo strumenti di intelligenza artificiale soprattutto come supporto al nostro lavoro interno.
Possono aiutarci, per esempio, a fare brainstorming, sviluppare un’idea, trovare nuove angolazioni per un argomento, organizzare informazioni o individuare domande che vale la pena approfondire.
Li utilizziamo anche per alcune attività più tecniche, come il controllo di refusi ed errori grammaticali, la revisione della forma di un testo o il supporto all’ottimizzazione SEO.
Le informazioni e le decisioni importanti, però, restano sempre nelle mani delle persone che lavorano in Kipepeo.
Una risposta generata dall’AI non viene considerata automaticamente corretta: quando un’informazione è rilevante per un viaggio, la verifichiamo.
L’AI non progetta i nostri viaggi
Non utilizziamo l’AI per progettare i viaggi dei nostri clienti.
Ogni itinerario nasce dal confronto tra il viaggiatore e il travel designer.
Quando costruiamo un viaggio, non ci limitiamo a mettere insieme destinazioni, strutture ed escursioni. Valutiamo il periodo dell’anno, i tempi reali degli spostamenti, la logistica, il modo di viaggiare del cliente, le strutture disponibili, le attività possibili, la qualità delle esperienze e, soprattutto, i vostri desideri.
In caso di dubbio ci confrontiamo con gli operatori locali con cui lavoriamo e che conoscono il territorio direttamente.
A volte la scelta migliore è anche quella meno ovvia. Un luogo può essere molto famoso e non essere necessariamente adatto a quel particolare viaggio. Un trasferimento che sembra breve può richiedere una giornata intera. Un’esperienza molto pubblicizzata può non valere una deviazione.
Sono queste valutazioni a fare la differenza tra un itinerario generato automaricamente un viaggio progettato con conoscenza.
I contenuti li scriviamo noi
I contenuti di Kipepeo Experience non sono affidati a un’agenzia esterna o a un content writer che deve prima studiare una destinazione per poterla raccontare. Non sono neanche generati automaticamente dall’intelligenza artificiale.
Li pensiamo e li scriviamo noi.
Le destinazioni di cui parliamo fanno parte del nostro lavoro quotidiano: le conosciamo, le studiamo, ci lavoriamo e le abbiamo visitate personalmente. Conosciamo inoltre gli operatori locali con cui collaboriamo e abbiamo esperienza diretta nella progettazione dei viaggi. Se abbiamo dei dubbi ci confrontiamo con gli operatori locali.
Per questo preferiamo che a raccontare una destinazione sia chi la conosce davvero, invece di affidare la produzione dei contenuti a qualcuno che, per quanto bravo a scrivere o a fare SEO, quella destinazione non conosce professionalmente.
Scegliamo noi cosa raccontare, il punto di vista e le informazioni da condividere.
L’AI può aiutarci prima, per fare brainstorming, sviluppare un’idea o suggerire domande da approfondire, e dopo, per individuare refusi, errori grammaticali o passaggi poco chiari.
Ma non scrive i nostri articoli al posto nostro.
Non utilizziamo l’AI per generare automaticamente contenuti da pubblicare, né per inventare esperienze, testimonianze, citazioni o informazioni.
Cerchiamo di scrivere ciò che può essere realmente utile a chi sta cercando di capire una destinazione e decidere se, quando e come visitarla.
La conoscenza locale
Nel travel design molte informazioni cambiano rapidamente: strade, collegamenti, stagionalità, disponibilità, permessi, normative e condizioni meteorologiche.
Per questo lavoriamo con operatori locali e professionisti che conoscono direttamente le destinazioni.
Quando un’informazione può avere un impatto concreto sul viaggio, la verifichiamo attraverso fonti affidabili e, quando necessario, direttamente con i nostri partner.
Un itinerario può sembrare perfetto guardando ad una mappa ma non funzionare nella realtà.
La conoscenza del territorio e la capacità di adattare un viaggio alle condizioni reali sono parte del nostro lavoro.
Le immagini
Non utilizziamo immagini generate dall’intelligenza artificiale per rappresentare le destinazioni, le strutture o le esperienze che proponiamo.
Preferiamo fotografie reali: nostre, dei nostri partner o di fotografi che hanno autorizzato l’utilizzo.
Per noi un’immagine di viaggio non deve mostrare un posto come potrebbe essere. Deve aiutare a capire com’è davvero.
La comunicazione con te
Quando ci scrivi per parlare del tuo viaggio, non stai parlando con un chatbot.
Le richieste e le comunicazioni con i clienti sono gestite dal nostro team. Non utilizziamo sistemi di AI per generare automaticamente le risposte relative ai viaggi.
Dietro una proposta, una modifica all’itinerario o un consiglio c’è quindi una persona che conosce il progetto e si assume la responsabilità delle scelte.
I tuoi dati
Non inseriamo deliberatamente dati personali dei nostri clienti negli strumenti di intelligenza artificiale che utilizziamo.
Questo significa che non utilizziamo questi strumenti per elaborare nomi, contatti, documenti, informazioni sanitarie o altre informazioni personali dei nostri clienti.
I dati che ci affidi durante la progettazione e l’organizzazione del viaggio vengono gestiti secondo la nostra privacy policy e nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati.
Perché continuiamo a usare l’AI
Perché uno strumento può essere utile senza dover prendere il posto di chi lo utilizza.
Se l’AI ci permette di dedicare meno tempo a un controllo grammaticale, a un’attività ripetitiva o a una prima fase di brainstorming, possiamo dedicare più tempo a quello che per noi conta davvero: studiare le destinazioni, parlare con i nostri partner, ascoltare i viaggiatori e progettare meglio i loro viaggi.
La tecnologia continuerà a cambiare e probabilmente cambierà anche il nostro modo di lavorare.
Il principio, però, resterà questo: L’AI può essere uno strumento del travel designer. Non è il travel designer.
E il tuo viaggio, alla fine, lo progettiamo noi, insieme a te.
