Africa Etiopia

Siti UNESCO in Etiopia

L’immensa ricchezza culturale, storica, paleontologica e naturale dell’Etiopia si riflette nella sua registrazione di nove siti patrimonio mondiale dell’UNESCO.
L’Etiopia con i suoi novi siti è infatti il Paese africano con il maggior numero di siti UNESCO in Africa.
Otto di questi nove siti sono culturali ed uno è naturale, il Parco Nazionale dei Monti Simien.

L’UNESCO riconosce e protegge siti di valore del patrimonio culturale, naturale o naturale a livello globale.Altri sei siti in Etiopia sono attualmente all’esame dell’UNESCO come Tentative Heritage Heritage Sites.

Scopriamo insieme questi meravigliosi siti storici e naturali!

Fasil Ghebbi – Gondar

Tra il XIII e il XVII secolo, i sovrani etiopi spostarono frequentemente gli accampamenti reali, ma il re Fasilides, nel 1626, si stabilì a Gondar, facendo di questa città la capitale permanente.
Fasil Ghebbi fu sviluppato in un complesso fortificato circondato da un muro lungo 900 metri che conteneva palazzi, chiese, monasteri e altri edifici.

Il sito riflette influenze indù e arabe, con alcuni elementi barocchi, che arrivarono a Gondar attraverso i missionari gesuiti. Il complesso fortificato di Fasil Ghebbi rimase la capitale fino al suo declino alla fine del XVIII secolo.

Fasil Ghebbi e gli altri resti nella città di Gondar dimostrano un notevole connubio tra culture  locali ed esterne, con elementi culturali legati alla Chiesa ortodossa etiope, agli ebrei etiopi e ai musulmani. Questa relazione si esprime non solo attraverso l’architettura dei siti ma anche attraverso l’artigianato, la pittura, la letteratura e la musica che fiorirono nel diciassettesimo e nel diciottesimo secolo.

Axum

Situato negli altopiani dell’Etiopia settentrionale, Axum simboleggia la ricchezza e l’importanza della civiltà dell’antico regno aksumita, che durò dal I all’VIII secolo d.C.
Il regno fu crocevia dei tre continenti: Africa, Arabia e il mondo greco-romano, ed era lo stato più potente tra l’Impero Romano d’Oriente e la Persia. Al comando del commercio di avorio con il Sudan, le sue flotte controllavano il commercio del Mar Rosso attraverso il porto di Adulis e le rotte interne dell’Africa nord-orientale.

Le rovine dell’antica civiltà aksumita coprivano un’ampia area dell’altopiano del Tigray. I monumenti più impressionanti sono gli obelischi monolitici, le tombe reali e le rovine del palazzo risalenti al VI e VII secolo d.C.

Diverse stele sopravvivono nella città di Aksum, risalenti al III e al IV secolo d.C. Il più grande obelisco in piedi sorge ad un’altezza di oltre 23 metri ed è squisitamente scolpito per rappresentare un edificio di nove piani degli Aksumiti.

axum

Harar Jugol

La storica città fortificata di Harar si trova nella parte orientale del paese su un altopiano con profonde gole circondate da deserti e savane.
Le mura che circondano questa sacra città musulmana furono costruite tra il XIII e il XVI secolo.

Harar Jugol, considerata la quarta città più santa dell’Islam, con le sue 82 moschee, tre delle quali risalgono al 10° secolo, ma le case tradizionali, indiane e combinate con interni ed il loro eccezionale design, costituiscono la parte più spettacolare del patrimonio culturale di Harar.

L’impatto delle tradizioni africane e islamiche sullo sviluppo dei tipi di edifici e della struttura urbana della città ne determina il carattere e l’unicità particolari.

L’attuale assetto urbano segue il progetto cinquecentesco di una città islamica con il suo nucleo centrale occupato da edifici commerciali e religiosi e un labirinto di stretti vicoli con imponenti facciate.

Invece le case tradizionali, case Harari, hanno una forma architettonica tipica, specifica ed originale, differente dalle classiche case dei paesi musulmani, anche ricordi l’architettura araba costiera.

Alla fine del XIX secolo i mercanti indiani costruirono nuove case con verande di legno che definivano un diverso paesaggio urbano e influenzarono la costruzione delle case. Le loro qualità architettoniche e ornamentali fanno ora parte del patrimonio culturale di Harari.

Harar

Lalibela

Le 11 chiese monolitichemedievali della Nuova Gerusalemme nella regione montuosa nel cuore dell’Etiopia si trovano a Lalibela, importante luogo del cristianesimo etiope, ancora oggi destinazione di pellegrinaggio e devozione.

La loro costruzione è attribuita al re Lalibela che iniziò a costruire nel 12° secolo, in seguito alle conquiste musulmane che fermarono i pellegrinaggi cristiani in Terra Santa, una Nuova Gerusalemme.
Lalibela fiorì dopo il declino dell’Impero Aksum.

Esistono due gruppi principali di chiese: Gruppo a nord del fiume Giordano: Biete Medhani Alem (Casa del Salvatore del mondo), Biete Mariam (Casa di Maria), Biete Maskal (Casa della Croce), Biete Denagel (Casa delle vergini), Biete Golgotha ​​Mikael (Casa del Golgota Mikael); e gruppo a sud del fiume, Biete Amanuel (Casa di Emmanuel), Biete Qeddus Mercoreus (Casa di San Mercoreos), Biete Abba Libanos (Casa di Abate Libanos), Biete Gabriel Raphael (Casa di Gabriel Raphael) e Biete Lehem (Casa del Pane Santo). L’undicesima chiesa, Biete Ghiorgis (Casa di San Giorgio), è isolata dalle altre, ma collegata da un sistema di trincee.

Le chiese non furono costruite in modo tradizionale ma  furono, invece, scavate nella roccia viva in blocchi monolitici. Questi blocchi furono ulteriormente scalpellati, formando porte, finestre, colonne, vari piani, tetti ecc. Questo gigantesco lavoro fu ulteriormente completato con un vasto sistema di canali di scolo, trincee e passaggi cerimoniali.

lalibela monaco

Konso

Konso costituisce un esempio spettacolare di una tradizione culturale vivente che risale a 21 generazioni,più di 400 anni, adattate al suo ambiente secco e ostile. Il paesaggio dimostra i valori condivisi, la coesione sociale e la conoscenza ingegneristica delle sue comunità. Il sito presenta anche statue antropomorfe in legno, raggruppate per rappresentare i membri rispettati della comunità ed eventi particolarmente eroici, rappresentando un’eccezionale testimonianza vivente di tradizioni funerarie.
All’interno delle città le stele di pietra, daga-hela, esprimono il complesso sistema per segnare il passaggio generazionale dei leader, rendendo Konso uno degli ultimi popoli megalitici.

Il paesaggio di Konso è caratterizzato da ampie terrazze in pietra a secco a testimonianza della persistente lotta umana per utilizzare e sfruttare l’ambiente duro, secco e roccioso.

Le città murate e gli insediamenti di Konso sono situate su alte pianure o cime delle colline scelte per il loro vantaggio strategico e difensivo. Queste città sono circondate da mura difensive in pietra a secco, mentre gli spazi culturali all’interno delle città murate, chiamati moras, mantengono un ruolo importante e centrale nella vita del Konso.

Valle inferiore dell'Omo

La Bassa Valle dell’Omo si trova nel sud-ovest dell’Etiopia fino a lago Turkana e si estende su una superficie di 165 km2.
Gli antichi depositi sedimentari nella bassa valle dell’Omo sono oggi famosi in tutto il mondo per la scoperta di molti fossili di ominidi, che sono stati di fondamentale importanza nello studio dell’evoluzione umana. La Bassa Valle dell’Omo comprende i siti di ricerca paleontologica di Konso e Fejej con depositi sedimentari risalenti al periodo del plio-pleistocene. Questi hanno prodotto numerosi fossili di ominidi e animali, tra cui frammenti di Australopithecus
Le scoperte di antichi strumenti di pietra in un accampamento offrono anche la prova delle più antiche attività tecniche conosciute degli esseri preistorici, rendendo così la proprietà una delle più significative per l’umanità.
I confini del sito del patrimonio mondiale non sono chiari dalla documentazione disponibile, ma il sito web dell’UNESCO indica l’inclusione del Parco Nazionale dell’Omo  che occupa la sponda occidentale del fiume, circa 100 km a nord del punto in cui il fiume Omo si riversa nel lago Turkana.

Basse valle di Awash

La valle Awash contiene uno dei più importanti raggruppamenti di siti paleontologici nel continente africano. I resti trovati nel sito, il più antico dei quali risalgono ad almeno 4 milioni di anni, forniscono la prova dell’evoluzione umana che ha modificato la nostra concezione della storia dell’umanità. La scoperta più spettacolare arrivò nel 1974, quando 52 frammenti di uno scheletro permisero di ricostruire la famosa Lucy.

Gli scavi iniziarono nel 1973 e continuarono ogni anno fino al 1976, per poi concludersi nel 1980. Durante questi anni sono stati trovati numerosi resti di ominidi fossilizzati e ossa di animali in ottimo stato di conservazione. 
La scoperta di Lucy, Australopithecus afarensis,  risalente a 3,2 milioni di anni fa, ha dimostrato che l’Afarensis ha preceduto l’Australopithecus e l’Homo-sapiens.

Montagne Simien

La massiccia erosione nel corso degli anni sull’altopiano etiope ha creato uno dei paesaggi più spettacolari al mondo, con picchi frastagliati, profonde vallate e forti precipizi che scendono di circa 1.500 metri, il Parco Nazionale Simien.
Il parco ospita alcuni animali estremamente rari ed edemici come il babbuino Gelada, la volpe Simien e lo stambecco Walia.

Circa quaranta milioni di anni fa, 1uesto fu l’epicentro di una importante attività vulcanica. La lava raggiunse uno spessore di circa 3.000 metri e la successiva erosione di questo nucleo vulcanico ha prodotto gli alti e bassi drammatici dei Simicn: precipizi e gole profonde, alti pinnacoli di roccia frastagliata e paesaggi bizzarri e appassiti.

Tiya

I megaliti di  Tiya fanno parte di un sito archeologico situato nell’Etiopia centrale, in una zona conosciuta come la zona di Gurage.
Sebbene la costruzione di megaliti sia un’antica tradizione in Etiopia, le pietre di Tiya sono piuttosto recenti, risalendo ad un periodo compreso tra il X e il XV secolo.
Si sa molto poco delle stele di Tiya, al di là delle descrizioni del loro aspetto fisico. Questi grandi monumenti probabilmente hanno avuto un certo significato culturale quando sono stati eretti, ma il loro significato rimane poco chiaro e sono stati fatti pochissimi sforzi per comprenderli.

I monoliti scolpiti hanno dimensioni variabili da 1 metro a 5 metri e le loro forme rientrano in diverse categorie di composizione: figurativa, antropomorfo, emisferica o conica, semplici monoliti.

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